di Mattia Piovesan
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Caerano aveva messo il vestito di gala ancor prima della certificazione della vittoria, in barba alla scaramanzia. Questo perché il terreno era già stato preparato, era una gara a “chi sbagliava meno” nell’arco della stagione, per citare mister Carretta. E, evidentemente, sono stati i caeranesi a sbagliare meno.
Villorba si giocava ancora qualcosina, il campo in casa nei playout contro Jesolo. La partita non è stata emozionante, ha avuto pochi squilli, uno in particolare al 13° del primo tempo, quando Bedin insacca l’1-0 e si fa tutta la tribuna, gremita di gente, indicando lo stemma sulla maglia. L’importanza di quel gol è palpabile.
La gara poi è gestita con maestria da Caerano, che difensivamente non sbaglia nulla ed è più pericoloso di Villorba nel complesso. Poi iniziano a fioccare le buone notizie: Cappella Maggiore perde contro Istrana, prima sotto di un gol, poi sotto di due, infine ancora di uno, mentre Caerano vince e i minuti passano. Rumiz, Prosdocimi, Gallina e Piovesan si spendono per serrare la porta, Zurlo corre davanti a pressare con un Alberton che cerca il gol e la certifica di capocannoniere del torneo, senza trovarlo: poco male. Garbujo entra bene e sfiora il 2-0. Villorba trova l’1-1 con bel tiro e il conseguente gol fantasma di Granziolo al 50° del secondo tempo. Ormai è tardi, Cappella ha perso e Caerano pareggiato: è Eccellenza.
Il traguardo è storico, e nel post-partita si sente e percepisce tutto, gioia e commozione. Emozioni scaturite da un percorso che si sapeva essere difficile, che ha avuto momenti complessi in cui apparentemente era parso che no, nemmeno quest’anno si sarebbe saliti. Invece, si è saliti eccome. Un premio per Caerano, per la società e per quei ragazzi che molti anni sono stati icona della squadra. Un premio anche per un gruppo che ha fatto della sua unione la vera forza motrice: un gruppo che, ad ora, possiamo davvero definire d’Eccellenza.



































