di Mattia Piovesan

La Liventina Opitergina si è salvata ormai da qualche giornata, e ora l’attende l’ultimo impegno pseudo-defaticante con Spinea domenica. Un andamento altalenante nel corso della stagione, con una prima parte orribile e una seconda giocata a buoni ritmi, che ha permesso a Soncin e i suoi di superare il periodo e confermarsi in Eccellenza.

La sconfitta con Portomansuè è quindi indolore: Canato e Nicoletti la indirizzano, Furlan tenta di riprenderla ma non ci riesce, e la partita si fossilizza sull’1-2. Ma poco male, come detto: contro uno Spinea già mentalmente retrocesso a dicembre e che l’anno prossimo dovrà ripartire con forze nuove in Promozione sarà con ogni probabilità una formalità da archiviare per preparare la nuova stagione.

Nuova stagione che dovrà ripartire dalle conferme di questo campionato, dai buoni risultati come la vittoria contro il Vittorio Falmec o quella con Borgoricco, dai vari Bezze e Bonaldi ma anche da quel settore giovanile che già tanto si è espresso quest’anno, dati i 21 anni di età media della squadra. Il settore giovanile della LeO è sempre stato il suo punto di forza, i giovani che derivano dalla cantera con ogni probabilità sono stati messi quest’anno davanti a test per i quali non erano mentalmente pronti, ma già il prossimo anno la musica sarà diversa. I senatori come Cima, da questo punto di vista, sono e saranno fondamentali.

Questo tema non può che essere anche forse la motivazione per cui la LeO nella prima parte di stagione non è riuscita ad incidere: ci vuole tempo per plasmare mentalità e doti tecniche dei ragazzi, e il lavoro di Soncin si è già visto proprio in questa seconda parte. Dovrà essere compito della società non gettare al vento il patrimonio che si è faticosamente creata, per il roseo futuro dei ragazzi e della squadra, per una società storica che forse meriterebbe anche qualcosa di più dell’Eccellenza.