di Francesco Tonizzo

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Sconfitta con l'onore delle armi, dovendo però affrontare contemporaneamente due avversari. Il destino del Codroipo nella fase nazionale della Coppa Italia dei dilettanti di Eccellenza ha voluto che i biancorossi siano usciti ai quarti di finale, eliminati dalla quotata Rovato Vertovese.
La formazione lombarda, che ha dimostrato anche in Friuli, nella gara di ritorno terminata 0-0, di essere davvero un team solido e di grande talento, ha contenuto gli attacchi della squadra di mister Fabio Pittilino. Al termine dei 180 minuti, nella doppia sfida, la differenza l'hanno fatta la rete di Edoardo Messedaglia, nei minuti di recupero della gara d'andata a Rovato, e la pioggia.

Tanta pioggia, quanta quella che era venuta giù anche nella gara di ritorno contro il Brixen, due settimane prima. Come allora, anche per la partita contro il Rovato, il terreno di gioco del comunale codroipese ha reso sostanzialmente non giocabile la palla. Nel secondo tempo, per Nicola Tonizzo e compagni, che avevano bisogno di vincere per ribaltare l'1-0 dell'andata, giocare a calcio è stato impossibile.

Eppure, i biancorossi ci hanno provato. Nel primo tempo, quando ancora il manto erboso lo consentiva, con Enrico Ruffo subito in avvio di partita, con Massimo Facchinutti al 16', con lo stesso Tonizzo dalla distanza al 20' e con il vivace Pierfrancesco Bertoli in chiusura di prima frazione, il Codroipo ha messo sovente in difficoltà l'eccellente portiere lombardo Roberto Gherardi (cosa ci faccia in Eccellenza uno così fatichiamo a capirlo, soprattutto osservando la qualità di certi estremi difensori in categorie superiori).

Nel finale di partita, su un campo che era ormai diventato una piscina, ancora Bertoli ha provato a mettere in difficoltà la retroguardia lombarda, senza riuscire a scardinare l'impianto difensivo ospite.
Il Rovato Vertovese di mister Marco Bolis ha retto l'urto dei friulani e si è guadagnato l'accesso alle semifinali: mercoledì 19 la gara d'andata sul campo del ViviAltoTevere Sansepolcro; sette giorni dopo il ritorno in Lombardia.

Le dichiarazioni post gara dei protagonisti hanno tutte sottolineato come il Codroipo abbia ben giocato, a testa alta e con idee valide, contro un'avversaria di elevato profilo. Così come è evidente che, per concentrarsi sulla fase nazionale di Coppa Italia dei dilettanti, i friulani abbiano lasciato qualcosa per strada, in campionato. Il San Luigi, capolista dell'Eccellenza FVG, con 8 punti di vantaggio sui biancorossi, terzi, e 7 lunghezze sul Muggia 1967, secondo, ora è lontano.
La "remaining strength of schedule", per usare un classico termine di chi segue la NBA, dà comunque qualche speranza al Codroipo, che dovrà ospitare proprio il San Luigi, a fine marzo, e godrà di quattro partite casalinghe sulle sette ancora rimaste. Seppure, le partite in casa del Rive d'Arcano Flaibano, che sta con determinazione tentando l'impresa di salvarsi, e al Tognon di Fontanafredda, con i rossoneri di casa appaiati in classifica alla squadra del presidente Marco Nardini, potrebbero rappresentare ostacoli insidiosi.

Infine, un quesito per il Governo del calcio dilettantistico.
Che sia il caso di rivedere la formula della Coppa Italia? Magari terminando prima la fase regionale. Oppure posticipando anche solo di qualche settimana la fase nazionale. Perché vedere le squadre e le società impegnarsi per onorare l'impegno di coppa, mettercela tutta per offrire uno spettacolo degno del talento e delle ambizioni dei club, viaggiare in lungo e in largo per partite infrasettimanali e poi osservare spettacoli sull'acqua, sotto la pioggia, con le intemperie di questo periodo a farla da padrone, nuoce al calcio e alla passione di chi lo segue.