di Mattia Piovesan
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Si mangia tardi, si dorme poco: dopo il Torino i ragazzi non sembrano stanchi, ma è solo l’apparenza dettata dall’euforia del viaggio. In realtà, avrebbero bisogno di riposo, ma i tempi sono quel che sono. Si crede, per questo motivo, che l’avventura a Vinovo sarà una debacle: altre sorprese, perché così non è.
Il giorno successivo la direzione è quella del Training Center juventino. I ragazzi sono incollati al finestrino dell’autobus, e un po’ lo sono anche io. La struttura è innovativa, ci sono campi ovunque, in sintetico e in erba, non si contano. Si raccomanda ai ragazzi di portare rispetto, che non si è all’oratorio, ma non ce n’è bisogno: il luogo emana aura professionistica, ogni cosa detta stupore, e il rispetto è quasi automatico.
Ci si prepara, i ragazzi si scaldano e riportano l’attenzione sul campo. La tensione qui si sente, i mister cercano di stemperarla sostenendo che si tratti di una partita come un'altra, ma i ragazzi sanno, seppur giovani, che qui ci sono scouter, che saranno visti. Poco importa, perché con il fischio d’inizio queste cose si dimenticano. Non c’è una squadra, tra le 4 del Montebelluna, in grado di vincere: al contempo, non c’è nessuna debacle. Anzi, i ragazzi lottano bene, si fanno rispettare. Menzione d’onore per gli U10, che quasi sfiorano l’impresa perdendo 6-5.
I ragazzi di mister Girgenti, invece, perdono 4-1. Quello che più mi salta all’occhio, però, è la rabbia. Nonostante il tour de force, nonostante il campo sintetico, nonostante la pesantezza e nonostante si giocasse con la Juventus – non con l’ultima arrivata –, i ragazzi, a fine partita, sono arrabbiati. Sapevano di poter dare di più, sapevano di poter persino tentare di vincerla. È, questa, mentalità vincente.
Finita l’avventura, si può tornare a casa. Che si trovi Claudio Marchisio, per cui i ragazzi impazziscono, è solo una piccola parentesi: forse la perfetta conclusione di una 2 giorni intensa, che ha portato gioie e, forse, un certo tipo di mentalità, che i ragazzi non scorderanno probabilmente mai.



































