di Mattia Piovesan

0-1 contro Favaro; 1-0 con Salvatronda; 0-4 con San Gaetano; 1-0 con Union Pro. Dobbiamo risalire ad un mese fa per trovare l’ultimo gol di Jesolo, nella sconfitta per 1-2 con Montello. Ma potremmo andare ancora più a fondo, essere ancora più spietati nella disamina, perché appunto prima di queste gare senza gol c’è stata comunque la sconfitta col Montello, un’altra con lo stesso risultato con Villorba, il dirompente 5-1 subito da Fontanelle e poi, finalmente, un piccolo misero punticino con Istrana, nell’1-1 fuori dal Picchi. Insomma, un Jesolo che sembra star facendo di tutto per lasciare la Promozione.

9 gol in 14 gare (13, perché la settima giornata è stata rinviata) sono decisamente troppo pochi per pretendere di scalare posizioni, soprattutto a fronte dei 23 subiti. Jesolo prende tante ammonizioni, già 39, e i punti sono stati quasi tutti conquistati nelle prime partite del campionato. Eppure, si vede una luce in fondo al tunnel, e quella luce è rappresentata da Alessandro Femio. Già, perché Jesolo doveva cambiare qualcosa, e cosa cambiare se non la figura sulla quale in fin dei conti ricadono sempre tutte le responsabilità: l’allenatore. Via quindi Soncin, dentro Femio, che però allena solamente da venerdì 6 dicembre e dunque non ha avuto tempo di mettere mano pesante alle tattiche prima di affrontare Favaro. Le assenze di Vio e Seno, l’uno squalificato, l’altro infortunato, non sono state d’aiuto, ed ecco la settima sconfitta di fila.

Il terremoto societario è quindi ancora nella fase di superamento delle scosse di assestamento. Domenica ci sarà la difficile gara con Cimapiave, in sesta posizione e distante 10 punti dai neroazzurri, un’eternità, ma che viene dalla sconfitta con Caerano. Se Femio potrà essere la vera luce in fondo al tunnel lo si potrà comprendere già da questa gara, che però non possiamo dire essere definitiva. Se i gol arrivassero, allora la cura Jesolo potrebbe già essere ad un buon punto.