di Marco Bisiach

Sono passati dieci anni, e altrettante stagioni calcistiche, da quello che Dario Frandolic nel suo libro “Mladost 50”, scritto per omaggiare il cinquantesimo anniversario di fondazione della società di Doberdò del Lago nel 2019, definisce “il secondo anno della nuova era”. Già, perché il Mladost solo poche stagioni prima aveva vissuto un periodo difficilissimo, dopo il quale aveva ritrovato entusiasmo e spirito delle origini anche inserendo tanti ragazzi del paese nella rosa rossoblu. Così nella stagione 2013/2014 era arrivato un terzo posto nel campionato di Terza categoria (alle spalle di Audax Sanrocchese e Primorje), con i play off che erano poi stati coronati dal salto in Seconda categoria. E l’anno successivo, il 2014/2015, aveva riproposto una cavalcata simile, per tanti versi sorprendente, con un altro terzo posto in Seconda categoria e un altro balzo al piano di sopra per il sogno del passaggio in Prima.

Quel Mladost nel giro di poche stagioni avrebbe trovato la forza di centrare addirittura lo storico obiettivo della Promozione in Promozione, per il più dolce dei giochi di parole, e allora chissà che il pensiero a quelle annate di un decennio tondo fa non possano ispirare il gruppo di Doberdò del Lago in queste settimane complicate, sin qui vissute nella parte bassa della classifica del girone D di Seconda categoria.

E allora andiamo a rileggere cosa scrisse Frandolic proprio di quella stagione 2014/2015: “Con il passaggio di categoria la rosa viene rinvigorita da alcuni innesti provenienti dal Ronchi e in particolare risulterà fondamentale l’apporto di Luigi Simeone, che con i suoi gol e la sua vigoria atletica aiuterà la squadra a raggiungere un meritato terzo posto, che vorrà dire un’altra promozione alla categoria superiore”.

In panchina quell’anno c’era Roberto Gon, e dopo trent’anni di calcio appendeva le scarpe bullonate al chiodo chiudendo una gloriosa carriera Alessandro Kobal. Altri nomi, altri tempi e altre situazioni rispetto a quelle di oggi, ma il Mladost lotterà fino in fondo per rinnovare i fasti della sua tradizione.