di Jacopo Puntin

Ligabue in “Una vita da mediano” cantava “…Che il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco”. A colui che finalizza il gioco, oggi il pallone, lo diamo noi. Quasi vent'anni, triestino D.O.C. e vive per segnare. Un bomber di razza che fa dell'area di rigore il suo habitat naturale. Oggi siamo in eccellenza al San Luigi e lui è Jeremy Marin.

Quali sono le tue caratteristiche e come ti definisci come giocatore?
Essendo attaccante amo fare gol e vivo per quello, soprattutto nei primi due anni ho pensato solo e unicamente a fare gol, ossessivamente. Ora in questa stagione sto lavorando più per la squadra e mi sacrifico molto, anziché cercare il gol. Le mie caratteristiche sono: proteggere palla, far salire la squadra, giocare spalle alla porta e appena ho l'occasione, fare gol.

Hai un obiettivo e se si quale ?
Il mio obiettivo è quello di fare il salto di categoria entro due tre anni. Il mio sogno invece è il professionismo, dalla Serie C in su. Da quando sono nato è sempre stato il mio sogno, quello di vivere giocando a calcio.

Da dove viene la tua passione, hai un idolo o un modello a cui ti ispiri?
La mia passione arriva da piccolo, io giocavo a basket ma mio padre mi portava a vedere gli allenamenti di questa squadra parrocchiale dove ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del calcio. I primi anni li ho fatti senza impegno in maniera blanda. Poi è arrivata la chiamata del San Luigi e da lì è iniziato il percorso nelle giovanili. Negli anni la passione per questa società è cresciuta fino a quando sono diventato un fan sfegatato del Sanlu. Mi mettevo in un angolino a guardare le partite, tra le quali anche la promozione in Serie D. Nelle giovanili ero allenato dal capitano della prima squadra e ho avuto la fortuna, durante il periodo del covid, mentre tutti mollavano, di avere la forza di continuare e crederci fino ad approdare in prima squadra. Da qui viene la mia passione per il calcio e il San Luigi che ormai è la mia casa. Il mio idolo è Vlahovic, può sembrare strano perché lui mancino io destro, però lui vive per fare gol e anche io sono fatto così. Solo ultimamente crescendo sto pensando di più alla prestazione che in questi due anni è mancata. La cattiveria di Dusan e la grinta che ha dentro l'area mi da una forza incredibile e per questo mi ispiro a lui.

Questo è Jeremy Marin classe 2004, un bomber vero, destro da paura e una passione straripante sicuramente, uno da tenere d'occhio.