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Ancora uno scontro diretto, ancora una sfida che vale doppio. Sabato alle 15.00 l'Udinese sarà di scena al Bluenergy Stadium contro la Salernitana con un unico obiettivo: conquistare il bottino pieno contro una diretta rivale per la salvezza. Ultimi in classifica, a meno sette dal terzetto Hellas-Sassuolo-Cagliari, i campani si giocheranno il tutto per tutto a Udine, ma il team di Gabriele Cioffi, reduce dalla sconfitta con il Genoa, non potrà permettersi passi falsi. Intervistato in esclusiva a Trentesimo minuto, l'approfondimento di Radio Calcio Fvg, il doppio ex David Di Michele inquadra così il match.
“Mi spiace parlare per la situazione di entrambe le squadre, avrei preferito che fossero in una situazione di classifica diversa, più tranquilla. Purtroppo sicuramente sarà la partita della paura. Per l'Udinese, perchè perdere uno scontro diretto con la Salernitana significherebbe rimettere in discussione ancora di più ciò che è stato fatto finora e anche la vittoria a Torino andrebbe a “scomparire”. Per la Salernitana, invece, quella di sabato sarà la partita del dentro o fuori. Vincere a Udine uno scontro diretto sarebbe importante, perchè varrebbe doppio e, soprattutto, avvicinerebbe l'Udinese, darebbe un segnale alla squadra, alla città e al campionato. Chi avrà più serenità, più tranquillità potrà portarla a casa”.
Protagonista con la casacca granata alla fine degli Anni '90 e con quella friulana agli inizi degli anni Duemila (con qualificazione ai preliminari di Champions League nel 2005), Di Michele, che da qualche anno ha intrapreso la carriera da allenatore, interviene anche sul tema modulo, affrontato su queste pagine in settimana.
“Un ripensamento, un cambiamento sul modulo ci può stare, come quando magari cambi il tipo di lavoro, cambi tante situazioni. Oggi più sei “evolutivo” e più puoi aiutarti da solo. Oggi l'allenatore dev'essere bravo anche ad aiutare la squadra, cambiando modulo, se è necessario, e cambiando anche situazioni. Penso che oggi l'allenatore debba essere bravo in questo. Non si può focalizzare o fossilizzare solo su quello che pensa che sia giusto. Deve ragionare a 360 gradi e deve prendere ciò che di buono arriva dalle critiche. Quando i risultati non vengono bisogna ragionarci, non è un segno di debolezza ma di umiltà, di prospettiva, utile anche ad ampliare il proprio bagaglio personale”.































