Riproduzione riservata ©
C’è voglia di riscatto in casa Udinese dopo il ko interno con il Bologna. Una battuta d’arresto che ha fatto molto discutere, soprattutto per come è maturata. Okoye & co. dovranno dimostrare di aver superato lo “choc” e, soprattutto, dovranno farsi trovare pronti al cospetto di un Parma in ottima salute. Ma quali potrebbero essere le novità nella formazione iniziale?
Per la trasferta emiliana mister Kosta Runjaic non avrà ancora a disposizione Thomas Kristensen. Il recupero del difensore danese sta procedendo più lentamente del previsto e, dunque, il suo rientro è slittato ulteriormente. Probabile che possa essere convocato per gli ottavi di finale di Coppa Italia in programma martedì alle 21.00 a Torino contro la Juventus. Dubbi anche su Hassane Kamara, che ha accusato alcuni problemi nei minuti finali del match con il Bologna. Jordan Zemura è, dunque, in pole positiion per sostituire il franco-ivoriano.
Ci sono, poi, alcuni “Under” che nelle ultime gare non sono stati impiegati, ma che rappresentano senza dubbio un valore aggiunto per questa Udinese. In primis Iker Bravo che, dopo essere stato escluso dalle convocazioni per le partite con Lecce e Juventus, è stato lasciato in panchina per le sfide successive con Atalanta, Roma e Bologna. Solo 167 i minuti in cui l’attaccante spagnolo classe 2005 è sceso in campo in questa stagione, eppure sembrava destinato a essere il primo cambio di Nicolò Zaniolo. Così finora non è stato, dal momento che Runjaic gli ha spesso preferito Vakoun Bayo (già arrivato a 284 minuti).
Stesso discorso vale per Lennon Miller, che finora di minuti con la maglia bianconera ne ha collezionati solo 74, tra Milan (9), Sassuolo (45), Cremonese (4) e Juventus (16). Complice un problema fisico che l’ha costretto a disertare la trasferta a Roma e i successivi impegni con la nazionale scozzese, il centrocampista classe 2006 ex Motherwell è rimasto per alcune settimane ai box, ma ora cerca spazio. La trasferta a Parma potrebbe essere l’occasione ideale per dimostrare che l’investimento compiuto dall’Udinese non è stato “casuale”.
(foto Petrussi)



































