di Marco Bisiach

Il Derby dell’Isonzo giocato (e perso) in casa dell’imbattibile (almeno sin qui) Ufm non era necessariamente la partita a cui chiedere a tutti i costi punti pesanti o tanto meno sentenze definitive sulla competitività della squadra. Per la Juventina, però, era comunque un esame importante, inserito in un inizio di stagione non semplice, sulla carta, e caratterizzato da qualche alto e basso di troppo.

La risposta del campo, nella trasferta di Eccellenza, è stata a sua volta bivalente. Da un lato è arrivata una sconfitta, il 2-0 firmato da Lucheo e Gabrieli, che non può mai far piacere, soprattutto in un derby. Dall’altro, c’è da dire di una prestazione non così negativa da parte della Juventina, che ha confermato di faticare ancora in zona gol quando manca il bomber Lorenzo Selva (che scontava l’ultima giornata di squalifica), ma che nella ripresa ha dimostrato di poter giocare all’altezza della capolista. Un po’ come avveniva nella scorsa, magica stagione.

«Diciamo che i due gol di scarto espressi dal tabellino non sono la fotografia fedele del match – commenta il direttore sportivo della Juventina Maurizio Valdiserra -. Nel primo tempo, dobbiamo essere sinceri, siamo stati per tratti in balia dell’Ufm, abbiamo commesso troppi errori e non letto bene situazioni che tatticamente avevamo anche studiato. Poi però, nella ripresa, la squadra è cambiata, ha preso in mano il gioco e pur senza riuscire a concretizzare ha messo nella sua metà campo una formazione importante come quella monfalconese. Croce e delizia, insomma: dobbiamo migliorare tanti aspetti, ma la prestazione non è stata così negativa, e credo che avremmo anche potuto meritare un pareggio».

A fare festa, invece, sono stati grandi ex biancorossi Jacopo Grion, Mattia Samotti e Daniele Cocetta, passati in estate da Sant’Andrea alla città dei cantieri. «Non nego che mi abbia fatto un certo effetto vederli con una maglia avversaria, e penso soprattutto a Grion e Samotti», racconta Valdiserra. «E questo perché, da direttore sportivo, li ho avuto quasi consecutivamente sempre con me per otto anni, prima alla Pro Gorizia e poi alla Juventina. Mi ci sono dovuto abituare, ma il calcio è anche questo e gli splendidi ricordi costruiti assieme resteranno».

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