di Marco Bisiach

Il Sovodnje si trova in quest’estate 2026 senz’altro in una fase nuova della sua storia recente. Un capitolo diverso, non a caso coinciso anche con l’inizio di un progetto ambizioso ma di lungo termine da parte della società, che guarda ad allargare i suoi impegni anche al di fuori del calcio dilettantistico, e pensando all’educazione dei giovani e al sociale, e intanto ha irrobustito la sua dirigenza con nuovi innesti. Primo tra tutti il ds Roberto Bernot.

Una fase nuova perché dopo anni in cui le prospettive in Prima categoria erano potenzialmente anche di alta classifica, e altre stagioni in cui si è lottato per la salvezza, questa volta l’annata si è conclusa con un’amara retrocessione ai playout, e la discesa in Seconda categoria.

Troppe le difficoltà affrontate durante il campionato, troppe le assenze e tanti anche gli errori commessi strada facendo. Lo raccontano anche i numeri di una stagione soffertissima, nel girone C di Prima categoria, chiuso al quartultimo posto con 25 punti (al pari del Costalunga, ma davanti in classifica per gli scontri diretti), frutto di sole 6 vittorie, 7 pareggi e 13 sconfitte.

Il Sovodnje, con 54 gol subiti, si è segnalato anche per la seconda peggior difesa del girone, mentre l’attacco che nelle annate precedenti era stato scoppiettante ha faticato un po’ di più, andando in rete 39 volte e non riuscendo del tutto a compensare la tenuta difensiva.

Insomma, il materiale su cui riflettere per la coppia formata dal nuovo tecnico Simon Feri (per lui un grande ritorno a Savogna d’Isonzo dove è stato bandiera in campo prima che allenatore) e Roberto Bernot (all’esordio assoluto nel ruolo di ds) non manca davvero. Bisognerà ripartire dallo spirito del gruppo, magari valorizzando alcuni giovani, e ritrovare compattezza in un torneo, quello di Seconda categoria, che rappresenta un’incognita anche per una “big”, sulla carta, come il Sovodnje.

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