di Marco Bisiach
Riproduzione vietata ©
Più giovane, molto diversa nei nomi e nei volti, ambiziosa come sempre. Così è la nuova Pro Gorizia di mister Luigino Sandrin, che l’altra sera allo stadio “Bearzot” si è ritrovata per un primo faccia a faccia informale e pre-stagionale ancora a ranghi incompleti ma con numerosi dei tanti acquisti che hanno caratterizzato un mercato segnato pure da partenze in serie.
Così è una squadra decisamente rivoluzionata, quella con la quale si sono incontrati il presidente Franco Bonanno, il ds Damiano Gobbo, il tecnico Luigino Sandrin e tutto il resto della dirigenza biancoazzurra in attesa del raduno fissato per il 29 luglio, che darà il via ad un intenso agosto di lavoro sul campo sportivo di Mossa.
Tra i portieri l’unico superstite della rosa passata è Davide Zwolf, e accanto a lui sono arrivati Daniele Bigaj dalla Cormonese, Riccardo Fabris dalla Virtus Corno e Dominik Monti che arriva dal vivaio. In difesa conferme per Emanuele Politti, Mattia Tuccia, Filippo Lavanga e probabilmente pure per il senatore Luca Piscopo (che sin qui era rimasto in dubbio) mentre i nuovi sono Alessandro Zavan, forte elemento che arriva dal campionato veneto, e Romeo Grego prelevato dal San Luigi.
A centrocampo permane il punto interrogativo sul futuro di Jacopo Grion, mentre ai “vecchi” Gabriele Boschetti e Simone Contento si aggiungono Filippo Gustin dal Chions, Simone Stefani dal Sistiana Sesljan e Eduart Bibaj della Trieste Victory Academy. Ma è l’attacco il reparto più rivoluzionato. Perchè oltre a ritrovare Nicolò Del Fabro, ci sono Matteo Pedrini dal Ponte nelle Alpi, Manuel Codan dal San Luigi, Alessio Kanapari dalla Virtus Corno e soprattutto l’ex bomber del Fiume Veneto Bannia (che tanti dispiaceri aveva regalato proprio alla Pro nello scorso campionato) Pierre Alexander Pluchino.
Altri probabilmente arriveranno, ma intanto il presidente Bonanno ha fissato gli obiettivi: “Fare bene, possibilmente meglio del recente passato – ha detto -. Fare gruppo allenandosi con il sorriso, ma scendere in campo poi con gli occhi della tigre”. Insomma, è cambiato tutto o quasi al “Bearzot”, ma non le ambizioni storiche della Pro Gorizia.


















































