di Barbara Castellini

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Ci si aspettava una reazione “forte” da parte dell’Udinese dopo le sconfitte con Venezia, Juventus e Atalanta. Ma lunedì sera al Carlo Castellani si è dovuto attendere un tempo prima di poter ammirare la “vera” Udinese. Nei primi quarantacinque minuti, infatti, i bianconeri hanno lasciato l’iniziativa all’Empoli, che al 23’ ha saputo sfruttare al meglio l’unico tiro in porta confezionato in tutta la gara. Autore del gol del vantaggio biancazzurro Pietro Pellegri, attaccante genovese classe 2001 in prestito dal Torino, giunto al terzo gol consecutivo.

Dopo l’intervallo la trama della partita ha subito una svolta decisiva. Kosta Runjaic ha cambiato modulo passando al 4-3-1-2 con l’inserimento di Jordan Zemura al posto di Hassane Kamara (ammonito) e di un attaccante, Lorenzo Lucca, per un difensore, Lautaro Giannetti. L’esperimento è perfettamente riuscito, considerando le numerose occasioni da rete create dai bianconeri. Ma ancora una volta, è stato il direttore di gara (Livio Marinelli) mal assistito dal Var a commettere l’errore più grave dell’incontro. Al 27’ della ripresa un cross dal limite dell’area piccola biancazzurra di Lucca viene deviato in corner dal neozelandese Liberato Cacace con un braccio. Rigore ineccepibile, ma non per gli ufficiali di gara che hanno lasciato incomprensibilmente proseguire.

Ci ha pensato, poi, Keinan Davis a un quarto d’ora dalla fine a trasformare un corner battuto da destra da Sandi Lovric (nominato poi Panini “Player of the match”) nella rete dell'1-1, con un perfetto stacco aereo. Nonostante un assalto costante nell’area toscana, l’Udinese si è dovuta accontentare di un punto, il diciassettesimo in stagione. All’orizzonte c’è già un altro scontro diretto per la salvezza: domenica alle 12.30 al Bluenergy Stadium arriverà il Genoa di Patrick Vieira. E c’è già un tema da affrontare in casa bianconera: senza Jaka Bijol (squalificato), si rivedrà finalmente Thomas Kristensen in difesa?

(foto Petrussi)