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Un’inspiegabile involuzione è quella che sta attraversando l’Udinese. Dopo sei risultati utili, si è improvvisamente spenta la luce in casa bianconera. E il ko interno con il Milan di venerdì (0-4), il quarto consecutivo e il più pesante della stagione, ha fatto scattare l’allarme. Non per il risultato in sé, ma per come è maturato. Fatta eccezione per qualche elemento (Arthur Atta su tutti) la squadra ha concesso moltissimo a un Milan non trascendentale, ma sicuramente molto bravo a sfruttare ogni singola occasione. Proviamo ad analizzare le cause che stanno dietro a questo improvviso “dietrofront” del team friulano.
In primis la sensazione è che alcuni elementi non stiano scendendo in campo con la giusta concentrazione. L’obiettivo salvezza è stato raggiunto un mese fa, ma ce n’è ancora uno da centrare: i 50 punti. Quelli che consentirebbero ai bianconeri, con tutta probabilità, di chiudere il campionato tra le prime dieci. Un altro campanello d’allarme riguarda la condizione atletica. A differenza delle precedenti sfide con Inter e Genoa, nelle quali l’Udinese aveva chiuso in crescendo, inseguendo ripetutamente il pareggio, venerdì sera è stata letteralmente “doppiata” dai rossoneri. Soprattutto nella ripresa, i contropiedi fulminei di Theo Hernandez al 74’ e di Tammy Abraham all’81’ hanno evidenziato sia un problema di posizionamento della linea difensiva, sia un problema atletico.
Non certo meno importante è il discorso che riguarda le assenze. Senza la qualità - e soprattutto la leadership - di Florian Thauvin la pericolosità offensiva dell’Udinese cala drasticamente. Lo avevamo sottolineato dopo il ko al Luigi Ferraris e lo ribadiamo anche ora. La speranza è che il capitano bianconero possa recuperare per il prossimo match, in programma il lunedì di Pasquetta allo stadio Olimpico contro il Torino. Lo stesso discorso vale anche per Keinan Davis. La sua assenza è coincisa con una vistosa flessione di Lorenzo Lucca. Sicuramente c’entra la componente atletica (l’azzurro è il terzo giocatore più impiegato da mister Kosta Runjaic), ma non è l’unico aspetto da valutare. Senza il suo “competitor” principale, probabilmente manca quella rivalità necessaria per tenere alti gli standard. Ecco perché sarebbe auspicabile recuperare anche l’ex Aston Villa per la prossima gara. Così come è auspicabile che Runjaic e la società intervengano velocemente, per evitare l’ennesimo finale incolore.
(foto Petrussi)
























































