di Barbara Castellini

Riproduzione riservata ©

Doveva finire 1-1 il confronto tra Udinese e Roma, iniziato domenica 14 aprile e concluso giovedì sera a seguito della sospensione dovuta al malore occorso a Evan N'Dicka. Un punto ciascuno e tanti saluti. Invece no, la formazione di Fabio Cannavaro – subentrato in settimana a Gabriele Cioffi – è riuscita (per l'ennesima volta) a complicarsi la vita da sola. In pieno recupero, così come è ormai abitudine, arriva l'indicibile: un errore di João Ferreira regala un corner ai giallorossi, dal quale ne scaturisce il secondo che Bryan Cristante trasforma in gol proprio quando ormai non c'è più tempo per recuperare.

Ha il sapore del “gol della condanna” e fa sorridere pensare che sia stato siglato proprio da un friulanissimo, originario di San Vito al Tagliamento (in provincia di Pordenone) contro una squadra che di friulano ha ormai solo il nome e il main sponsor. Sono salite a otto le reti subite dal novantesimo in poi dall'Udinese in 33 gare disputate. Se non è un record, poco ci manca. Davvero sconfortante vedere come una squadra in piena lotta per la salvezza non sia in grado di difendere con il coltello tra i denti il risultato, nemmeno quando l'avversario sembra “accontentarsi”, come nel caso specifico della Roma di Daniele De Rossi.

A proposito dei giallorossi, davvero apprezzabile il gesto di avvicinarsi a fine gara alla Curva Nord per applaudire e ringraziare per la sensibilità e dimostrata dai tifosi friulani in occasione della sospensione del match dello scorso 14 aprile. Altrettanto apprezzabili le parole di De Rossi nella conferenza stampa post-gara in cui ha sottolineato la simpatia nei confronti dell'Udinese, alla quale ha poi augurato di raggiungere quanto prima la salvezza. Ma il traguardo invece che avvicinarsi, sembra allontanarsi in maniera preoccupante. All'orizzonte c'è la complicatissima trasferta a Bologna, contro la seconda squadra più forte del campionato dopo l'Inter. Il tempo stringe, le chance sono sempre meno.

(foto Petrussi)