di Marco Fachin
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Una prima uscita con sconfitta come ci si attendeva - francamente era molto difficile aspettarsi qualcosa di diverso, dopo aver cominciato la preparazione da neppure 15 giorni - ma che comunque ha fatto vedere una squadra viva.
Nel primo turno di Coppa Italia di Serie C ad Arzignano l'Unione ha dimostrato che c'è, anche se poi ha dovuto cedere contro una delle squadre diventate ormai un'habitué della Serie C e soprattutto del girone A.
2-1 il risultato finale, con il team rosso-alabardato guidato da mister Geppino Marino che ha rotto il ghiaccio ed è passato in vantaggio grazie a Vertainen al 19'.
Poi il pareggio di Nanni al 35' e il definitivo sorpasso al 50' a opera di Milillo, che ha sancito l'eliminazione della Triestina dalla competizione.
Ma se il terreno di gioco ha comunque dato risposte abbastanza confortanti (e non era certo scontato), è l'extra campo a dare ancora le maggiori preoccupazioni a piazza e tifosi.
Perché, di fatto, nulla è cambiato e si è mosso nell'arco dell'ultimo mese, se si esclude appunto la questione relativa alla guida tecnica della prima squadra, condotta (per ora) da uno degli allenatori ancora sotto contratto, cioè mister Marino.
La partita a livello societario è ancora abbastanza bloccata e sembra che si parli più di una sfida a scacchi (piuttosto che di calcio), dove in questo momento tiene banco la questione relativa alla figura del nuovo DS.
Il prescelto da Alex Menta sarebbe l'ex Monza Michele Franco, ultima operazione di scambio di uomini tra la Venezia Giulia e la Brianza che andrà approfondito nei prossimi tempi, con anche i lombardi che stanno cambiando proprietà e ad acquisire il Club sarebbe un gruppo americano.
Un profilo che però non piace a Ben Rosenzweig, che lo vede come troppo debole rispetto al DG e vorrebbe un uomo forte come era Daniele Delli Carri, proprio per limitare l'operatività dell'ex Venezia.
Una disputa che fa vedere come gli animi in società siano caldi e i due maggiori rappresentanti non solo non si amino, ma abbiano visioni completamente divergenti in merito al futuro dell'alabarda.
Niente sembra invece muoversi in ottica cessione della società, almeno alla luce del sole. Sotto traccia alcune trattative stanno proseguendo, ma nulla fa intendere che ci possano essere novità rilevanti a breve termine per un futuro della Triestina che appare sempre più indecifrabile.


















































