di Marco Fachin
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Una settimana per sbollire la rabbia, capire che cosa è successo in quei 4 minuti di follia tra il 80° e il 84° della sfida di sabato contro l'AlbinoLeffe a Fontanafredda, e poi la voglia di ripartire.
Si potrebbero riassumere così i sette giorni che separano le due sfide che la Triestina si trova a disputare in questa metà di gennaio.
La sconfitta, rocambolesca, di sabato scorso contro i bluceleste lombardi è ormai alle spalle, e nel mirino ora c'è la sfida alla Pro Vercelli, con tanta voglia di ripartire.
Non è di certo però l'impegno più agevole per poterlo fare, dato che i bianconeri piemontesi sono quinti in classifica con 35 punti, 7 in meno della Triestina.
I ragazzi guidati da Andrea Dossena stanno sorprendendo e andando oltre alle attese, grazie al grande lavoro del Mister che da giocatore indossò le maglie di Udinese, Napoli e Liverpool.
L'Unione sarà dunque chiamata alla grande prestazione se vorrà tornare alla vittoria. Una necessità, altrimenti ci sarà il rischio di perdere altri punti nei confronti della capolista Mantova (la scorsa settimana è andata tutto sommato bene, dato che sia i virgiliani che il Padova secondo hanno pareggiato).
All'andata - nella prima partita giocata al "Tognon" di Fontanafredda - a imporsi furono i rosso-alabardati con il risultato di 2-0, con le reti di Redan ed El Azrak, in una delle prestazioni più convincenti della stagione da parte dei ragazzi di Attilio Tesser.
A proposito dello stadio pordenonese, martedì la Lega Pro - tramite la commissione Criteri e Impianti - ha dato l'ok ufficiale perché l'alabarda possa disputare a Fontanafredda tutte le partite interne, fino al termine della stagione.
Si allontana dunque il rientro della squadra al "Nereo Rocco" e a Trieste.


















































