di Marco Fachin

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C'è ancora una nuova puntata nell'infinita serie di episodi controversi che riguardano la Triestina in quest'estate che sta assumendo contorni grotteschi.

E paradossalmente ritorna in ballo - esattamente come accaduto due anni fa, più o meno nello stesso periodo - il terreno dello stadio "Rocco", in una riedizione della prima querelle occorsa tra la società a trazione americana e il Comune di Trieste.

Il manto erboso dell'impianto cittadino infatti ha bisogno di un intervento di riqualificazione, risultando usurato in seguito al concerto di Robbie Williams del 17 luglio scorso.

Nell'area dove è stato montato il palcoscenico, le zolle del prato sono infatti sconnesse e disunite tra loro. Per questo motivo servirebbe un intervento di ricucitura delle diverse parti, una pratica abbastanza comune e alla quale si ricorre piuttosto spesso in questi casi.

Il problema è che i lavori sono economicamente a carico di chi ha in concessione l'impianto, vale a dire la società alabardata, che però da par suo non ha ancora effettuato il pagamento alla ditta che svolge l'opera, con la cifra che ammonta a circa 80.000 €.

Il risultato è che dunque la manutenzione non è iniziata e non lo farà fino a che non verrà inviato il denaro necessario.

Un'altra grana non da poco nella tribolata estate alabardata, con squadra e tifoseria che si ritrovano anche con il terreno del proprio stadio di casa di fatto impraticabile, a meno di una settimana dall'esordio ufficiale tra le mura amiche di sabato 30 agosto contro il Lecco.

Dai vertici societari hanno assicurato che il pagamento sarà effettuato nella giornata di lunedì 25 agosto - e questo sbloccherebbe ovviamente la situazione da subito, dato che il macchinario che serve per questo speciale tipo d'intervento è già all'interno del "Rocco" - ma è chiaro che in molti non si fidano più delle promesse.

Se la ricucitura non dovesse essere realizzata o completata entro questa settimana, la Triestina si troverebbe a quel punto senza un impianto dove disputare la prima di campionato e obbligata a trovare un altro campo omologato dove poter giocare la partita.

Senza contare che a tutto ciò andranno aggiunte anche le necessità organizzative - con relative spese - che si accompagnano all'ospitare un match in casa e quindi servizio d'ordine, tecnico, steward e biglietteria (non ci si attende certamente un grande afflusso di pubblico, ma ci sarà comunque la necessità di garantire - a chi vorrà farlo - la possibilità di acquistare un biglietto e che ci sia dunque anche qualcuno che possa venderlo, a maggior ragione per il fatto che in estate non è stata indetta alcuna campagna abbonamenti)