di Marco Fachin

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Settimana che non prevede impegni ufficiali questa a cavallo tra aprile e maggio per la Triestina, la quale - finita la stagione regolare - si appresta ad attendere i playoff.

Alabardati che torneranno in campo sabato 11 maggio, e allora c'è il tempo (e la possibilità) di analizzare quanto accaduto in campionato.

Una stagione regolare terminata infine al 4° posto, e che ha visto un rendimento da montagne russe. Situazione che ha portato - anche - a un inatteso cambio in panchina.

La domanda sorge però spontanea: la Triestina, dopo l'avvicendamento tra Attilio Tesser e Roberto Bordin, ha veramente svoltato?

A leggere i numeri, onestamente, no. Con il tecnico di Montebelluna infatti l'alabarda ha avuto un rendimento di 14 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte su 24 incontri, con 46 punti conquistati in e una media di 1,92 lunghezze a match.

Che, se proiettata su tutte e 38 le giornate, darebbe quasi 73 punti. Cioè, vale a dire 9 lunghezze in più rispetto alle 64 con le quali è terminata la stagione alabardata.

La media di Bordin non ha nulla a che vedere con quella di Tesser. Il neo tecnico infatti ha raccolto 18 punti in 14 partite - frutto di 5 vittorie, 3 pari e 6 sconfitte - per una media appunto di 1,29.

Con il rapporto punti/partite di Tesser, a puro livello numerico, la Triestina sarebbe arrivata terza, superando così il Vicenza sul gradino più basso del podio.

Un cambio di guida tecnica che non ha sortito - ripetiamo, solo considerando i numeri e non gli aspetti tattici e di gioco - miglioramenti.

A differenza invece di quanto accaduto per esempio nel Club berico, dove si è passati dalla media di 1,44 di Aimo Diana (18 match, 26 punti, 7 vittorie, 5 pari e 6 sconfitte) a quella altissima di Stefano Vecchi: 2,25 su 20 match, con 45 punti guadagnati, 13 vittorie, 6 X e 1 solo stop.

La differenza nella corsa al 3° posto sta tutta in questi numeri di rendimento.