di Marco Bisiach

La nuova sfida e la nuova avventura, per mister Nicola Trangoni, devono ancora iniziare, perché adesso è tempo di vacanze e relax, almeno per quanto riguarda i campi da gioco. Eppure il neo allenatore dell’Union 91 è già carico a mille in vista dell’inizio di una stagione che potrebbe vedere la sua squadra tra le protagoniste della Prima categoria.

Nelle mani del direttore sportivo Juri Sandri e sotto la regia del presidente Fabio Bondetti sta nascendo un gruppo che potrebbe sposarsi bene con le idee e lo stile dell’ex allenatore di Sovodnje e Bisiaca Romana, che è già rimasto letteralmente affascinato dallo spirito respirato nei primi incontri con la nuova società.

«Non ho mai fatto mistero che dopo tante stagioni in Prima categoria avrei voluto mettermi alla prova con un campionato superiore, ma la proposta giusta non è arrivata e così si è presentata questa bella possibilità con l’Union 91», racconta Trangoni. «Una possibilità che mi ha subito stregato e convinto, sia perché avevo voglia di tornare a confrontarmi con il calcio friulano dopo le esperienze isontine, sia perché parliamo di una società che ha bisogno di poche presentazioni, una delle realtà più conosciute e importanti della regione. All’Union 91 c’è l’ambizione di puntare in prospettiva a palcoscenici più prestigiosi, e nel gruppo ho respirato un’atmosfera di grande entusiasmo: abbiamo tanti giocatori del paese, e giovani cresciuti in casa. Non vedo l’ora di iniziare».

Trangoni dovrà aspettare il 10 agosto, data del raduno, anche se una volta chiuso il mercato sicuramente lui e la dirigenza organizzeranno un primo momento di incontro e confronto con la squadra. «La priorità sarà quella di farmi conoscere e conoscere i ragazzi, parlare della mia filosofia che è fatta di un gioco propositivo, possibilmente dominante con la palla a terra, mai speculativo», dice Trangoni. «Poi imposteremo il lavoro. Sarà una stagione impegnativa e ricca di incognite, molto più lunga rispetto alle ultime, e dunque solo una volta partiti ci renderemo conto di quali potranno essere gli obiettivi. Di certo il mio è di lavorare, lavorare e lavorare, per migliorare il più possibile».

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