Da oggi verrete trasportati in una dimensione nuova. Avete letto del mercato, state leggendo le parole dei protagonisti in campo (i giocatori), degli allenatori. Ma c’è sempre una parte nascosta. Quella senza cui una società non ce la farebbe ad andare avanti. Impegno, dedizione, passione. Sono questi i capisaldi di chi lavora dietro le quinte. Sempre al proprio posto, senza esporsi, senza prendersi meriti. Questi sono i dirigenti, molti storici. Coloro senza cui, tante squadre non esisterebbero. E noi vi racconteremo le loro storie, fatte di pane e calcio.
Cominciamo questo viaggio da Claudio Moroldo, quasi 30 anni al Villa. Con una passione ricca da vendere come il primo giorno. Lo sguardo di chi ne ha viste tante. Giocatori, allenatori, presidenti. Ma lui sempre lì al proprio posto. Mai una parola fuori posto. Presente sempre anche se non lo senti. 70 anni compiuti ma non sentiti, con la passione per questo sport che la fa padrone e senza intenzione di mollare. Ecco il suo racconto su vari aspetti della sua vita calcistica.
CARRIERA DA GIOCATORE: Da giocatore si distingue nel settore giovanile della Pro Tolmezzo, poi una vita passata alla Virtus Tolmezzo sul finire degli anni ‘60, inizio anni ’70. Dopo più di vent’anni in maglia rosso azzurra, torna nel suo Fusca per poi terminare la carriera negli amatori del Betania e degli Amis di Fusea. In queste ultime due squadre è tuttofare instancabile: giocatore, allenatore, dirigente.
CARRIERA DA DIRIGENTE: Arriva a Villa, accompagnando suo figlio Riccardo (uno dei pilastri di questa squadra) impegnato nel settore giovanile degli arancioni dopo aver mosso i primi passi nelle giovanili del Fusca. Qua fa la parte del “genitore”: allenamenti, partite sempre presente, pronto a riempire la macchina di giovani da portare alle partite anche. Un giorno la svolta con il presidente Enzo Dorigo che lo invita a partecipare pi attivamente, entrando nel quadro dirigenziale. E da lì parte la carriera. Siamo nei primi anni 2000. Allenamenti, liste di gara, presenza in panchina, al chiosco. Partecipa sempre attivamente. Mai niente da dire verso allenatori o giocatori. Il suo carattere buono è un motivo per cui ha solo amici e non nemici. La sua filosofia è: “ Ognuno deve fare il suo lavoro senza mettere il naso negli affari altrui”.
RICORDI : Sicuramente – dice - le due Coppe Carnia vinte. Sono gli unici trofei della sua carriera da dirigente, ricordi piacevoli. Vittorie, soprattutto quella di Pesariis nel 2017 contro il Cavazzo più avvincente dopo una dura battaglia con il gol liberatorio di Daniele Iob nel finale di gara. Una grande gioia. E un rammarico, quello scudetto perso nel finale dopo una grande stagione da protagonisti (2013).
CONSIDERAZIONI FINALI: Ha visto un cambiamento radicale nel Carnico. Da squadre formate da “Vecchi marpioni” a piene di giovani di belle speranze e spera di vederne sempre di più di giovani in questo Carnico. Contento dell’ultimo anno del suo Villa. Ha visto tanti giocatori passare per Villa ma mai come quest’anno è rimasto colpito dai vari “anziani” del gruppo cita Miano, Orgnacco, Beuzer) che si sono messi a disposizione, venendo a dare una mano dal Friuli e visto affezionarsi alla squadra. Presenze in allenamento, aiuto in campo, sempre voglia di insegnare ai più giovani.
FUTURO: Uno sguardo anche al futuro. Stare il più possibile a Villa, fin quando la salute c’è. Perché sul discorso PASSIONE non c’è neanche da discutere. Quella è rimasta sempre uguale. E ci sarà sempre. Come lui nel Villa. Vuole continuare a dare il suo contributo!



















































