Quelle emozioni provate intorno alle 17.30 di quel 18 aprile penso siano ancora nelle menti di tutti coloro che hanno seguito quella finale. 120 minuti di pathos, con il cuore in gola e brividi a non finire. Quando al triplice fischio poi, in tutto il Friuli si è alzato un grido. Il Friuli Venezia Giulia under19 campione del torneo delle regioni in Sicilia. I nostri ragazzi che hanno voluto riscrivere la storia. E anche la Carnia può doppiamente esultare. Non solo per il trionfo dei ragazzi, ma anche perché due carnici l’hanno conquistata. Motivo d’orgoglio dunque. Si tratta di Filippo Coradazzi e Nassim Madi. Entrambi abitanti a Villa Santina, entrambi giocatori del Tolmezzo. Me li ricordo da bambini ai loro primi anni come calciatori. Quella passione già grande per il calcio. Il primo me lo trovavo contro in quei Audax – Villa nei pulcini, il secondo ho avuto anche l’onore di poterlo allenare anche se per poco tempo. E ora me li trovo cresciuti e trionfanti. Con quella passione ancora intatta. E ora si raccontano, ancora pieni di emozioni, come se avessero vinto l’altro ieri. Con quelle immagini nitide di ciò che hanno vissuto, raccontandoci non solo l’aspetto sportivo, ma anche culturale di una regione opposta a noi geograficamente. E li lascio raccontare, con la loro voce ed emozioni. Oggi trovate le parole di Filippo Coradazzi, domani troverete quelle di Nassim Madi. Dalla partenza al ritorno.
LA PARTENZA
Siamo partiti dall’aeroporto di Ronchi carichi di emozione e speranza in vista del torneo. Non sapevo ancora ciò che ci aspettava, però ho notato subito un grande gruppo unito, come se ci conoscessimo tutti da sempre. Poi di giorno in giorno, abbiamo avuto l’occasione di confermare questa sensazione.
LE PARTITE E LA CONSAPEVOLEZZA DEL TRIONFO
Abbiamo giocato sei partite e tutte sono state diverse tra loro. Abbiamo disputato un torneo perfetto, l’unico rammarico che possiamo aver avuto è stato durante il primo match. Come diceva il mister “Non avevamo ancora capito come funzionasse il torneo delle regioni”. Però siamo stati bravi a resettare e migliorare partita dopo partita sia singolarmente ma soprattutto a livello di gruppo, quello che poi si è rivelato fondamentale. Se devo pensare ad una partita dico quella contro il Veneto, l’ultima del girone. Andiamo in vantaggio, ci facciamo rimontare e sino a 5 minuti dalla fine eravamo sull’aereo pronti a tornare a casa. Invece poi, la determinazione la forza del gruppo ci ha permesso di vincerla e rimontare. Dopo quella partita, ho capito realmente che potevamo farcela.
I LUOGHI
Era la mia prima volta in Sicilia. Non sapevo che terra avrei trovato e devo dire la verità, mi ha sorpreso. Sia a livello di strutture di gioco che di paesaggi e cordialità delle persone del posto. Abbiamo cambiato 3 hotel, tutti con vista diversa. Nel primo eravamo un po’ isolati e lontani dal centro città però le colline rendevano il luogo bellissimo. Nel secondo ci siamo spostati vicino al mare e l’ultimo, senza dubbio il migliore, alle pendici dell’Etna che abbiamo avuto l’occasione di vederlo anche eruttare. Tutti e 3 comunque sono stati fantastici, così come le persone che ci lavoravano. Arrivando in finale, abbiamo avuto l’occasione di giocare in molti stadi tutti con strutture e terreni fantastici, basti pensare nel campo della finale. Vicino al mare e non ha prezzo. Giocando ogni giorno era fondamentale l’alimentazione e l’unica cosa di tipico che ho assaggiato è stato un cannolo, strepitoso. Ma d’altronde non eravamo in gita e troverò sicuramente un’altra occasione per visitarla meglio ed assaggiare qualcosa di locale.
IL TRIONFO E IL RITORNO
Quello che ho provato al triplice fischio è difficile da raccontare, anche perché è il mio primo trofeo e sicuramente me lo ricorderò per tutta la vita. Alla fine del 120esimo siamo esplosi tutti di gioia, l’emozione era davvero grande e solo qualche ora dopo abbiamo realizzato veramente quello che avevamo fatto! Un bel traguardo per tutti noi e per la regione. Il momento migliore però è l’arrivo in aeroporto, dove siamo stati accolti da bandiere e cori da parte di tutti i genitori. Gran parte di questo trionfo però è del mister, già vincitore anni fa. Ci ha permesso di lavorare e di crescere molto velocemente. Indubbiamente siamo un gruppo davvero affiatato e unito e credo che sia stata questa la nostra arma vincente.



















































