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L'esclusiva intervista a mister Simone Fici in partenza per Castellammare di Stabia (leggasi Juve Stabia).

P: Simone, sta per iniziare una nuova stagione e per te si apre una nuova avventura: sarai il primo allenatore della Juve Stabia U16. Come vivi questo momento?

Simone: Lo vivo con grande entusiasmo, ma anche con tanta responsabilità. Iniziare una stagione da primo allenatore della Juve Stabia U16 rappresenta per me un'opportunità enorme, soprattutto dal punto di vista formativo. Mi immergo in un campionato di Serie A e B, dove affronteremo realtà probabilmente più strutturate e attrezzate di noi, ma questo non mi spaventa. Anzi, è proprio questo che mi stimola maggiormente. Intraprendo questa avventura con coraggio, positività e con la voglia di misurarmi ogni giorno con un livello sempre più alto.

P: La preparazione è iniziata più tardi rispetto alle altre squadre. Può essere uno svantaggio?

Simone: Sicuramente partiamo con qualche difficoltà in più, anche perché all'interno del settore giovanile è in atto una vera e propria rifondazione. Però preferisco vedere questa situazione come un'opportunità. Abbiamo meno tempo, è vero, ma allo stesso tempo abbiamo la possibilità di costruire qualcosa di nuovo. Per me sarà anche un'occasione importante per farmi conoscere, per trasmettere le mie idee e soprattutto per lavorare in un'ottica futura. Non penso soltanto alla stagione che sta iniziando, ma alla possibilità di costruire basi solide per il mio percorso e per quello dei ragazzi.

P: Per arrivare a Castellammare hai fatto una scelta importante, lasciando Trieste e anche un lavoro stabile.

Simone: Sì, ed è stata sicuramente una delle decisioni più importanti della mia vita professionale. Lascio Trieste, mi trasferisco a Castellammare di Stabia e mi allontano da casa, dai miei affetti e dalle persone che hanno fatto parte della mia quotidianità. Ho lasciato anche un lavoro stabile e sicuro, quello che svolgevo alla Noura Health District, una realtà alla quale devo tanto e che ha rappresentato una parte importante della mia crescita.
Ma ci sono occasioni che, semplicemente, non puoi lasciarti sfuggire. Questa è una di quelle.

P: Quindi, alla fine, ha prevalso la passione?

Simone: Assolutamente. Credo che svegliarsi la mattina e sapere di poter fare ciò che più ti piace sia una delle forme più grandi di energia che si possano avere. Io amo il calcio, amo lavorare sul campo e amo soprattutto il processo di crescita che c'è dietro una squadra e dietro ogni singolo giocatore. Quando si è presentata questa possibilità, ho pensato che fosse il momento giusto per fare questo salto. Non è stata una scelta semplice, ma è stata una scelta che sentivo di dover fare.

P: Quanto è stato importante il ruolo del responsabile del settore giovanile nella tua scelta?

Simone: È stato fondamentale. Sono stato scelto direttamente dal responsabile del settore giovanile, che è anche un mio ex compagno al corso UEFA A. Il fatto che abbia deciso di affidarmi questa responsabilità significa che ha visto in me qualcosa, e naturalmente questo mi rende molto orgoglioso, ma allo stesso tempo aumenta la mia responsabilità. Adesso sta a me dimostrare sul campo che quella fiducia era ben riposta. Voglio confermare le aspettative che sono state riposte in me e, se possibile, anche superarle.

P: Qual è quindi il tuo obiettivo principale per questa nuova esperienza?

Simone: Il primo obiettivo è integrarmi il più rapidamente possibile in questo nuovo contesto, conoscere l'ambiente, conoscere i ragazzi, lo staff e tutte le persone che lavorano quotidianamente all'interno della società. Voglio mettere a disposizione le mie competenze, ma allo stesso tempo essere curioso e imparare da chi ha più esperienza di me. Poi c'è il campo: voglio costruire una squadra coraggiosa, positiva, aggressiva e con una precisa identità di gioco. So che il percorso sarà impegnativo e che incontreremo squadre probabilmente più attrezzate, ma non voglio che questo diventi un alibi.
Voglio che i ragazzi abbiano la consapevolezza di poter competere con tutti, attraverso il lavoro, l'organizzazione e soprattutto attraverso la voglia di migliorarsi ogni giorno. Per me questa non è semplicemente una nuova stagione. È un nuovo capitolo del mio percorso professionale e personale. E sono pronto a viverlo fino in fondo.