di Marco Bisiach
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Per sé e per la salvezza, innanzitutto e soprattutto, ma pure, indirettamente, per essere giudice della battaglia per il vertice. Così giocherà al rientro dalla sosta la Gradese (che ha appena ritrovato mister Christian Perosa sulla sua panchina, per tentare una svolta nel finale di stagione) nel girone E di Seconda categoria, diventando suo malgrado forse ago della bilancia delle vicende delle big del torneo.
Proprio così, perché se il prezioso successo di misura sul Villanova nella ventesima giornata di campionato (1-0 con gol di Marco Facchinetti) ha detto che i “mamuli” sono ancora vivi e non hanno alcuna intenzione di alzare bandiera bianca prima del tempo, tenendo accesa la speranza della difficile rimonta in chiave salvezza, dando uno sguardo al calendario complicatissimo della squadra lagunare si capisce anche come i destini della Gradese si intrecceranno con quelli della lotta per il titolo e il salto di categoria.
Si parte dal presupposto che, per salvarsi, la Gradese dovrà o dovrebbe macinare tante vittorie e fare tanti punti, diciamo una dozzina sui diciotto disponibili. E dunque dovrebbe fermare squadre lanciate in piena corsa più in alto. Il primo incrocio dopo Pasqua sarà complesso perché da vivere fuori casa e sul campo di uno Strassoldo che è in salute e ha ancora bisogno di punti per blindare la salvezza. Subito dopo servirebbe una piccola impresa, in casa, contro la capolista La Fortezza Gradisca, che è in flessione più o meno prolungata in questo 2024 ma resta pure sempre la regina del torneo sin qui. Ancora ecco uno scontro diretto, contro l’Audax Sanrocchese che era una delle big annunciate alla vigilia ma ora deve lottare per salvarsi, e poi in rapida sequenza Terzo e Mossa, ovvero le due squadre che ad oggi possono ancora puntare ad infastidire La Fortezza, o comunque ai play off.
La chiusura sarà in casa del Calcio San Vito al Torre retrocesso, e per la Gradese di Perosa potrebbe essere già un risultato importante arrivarci con il destino ancora nelle proprie mani, evitando che quel match si trasformi in un malinconico commiato di fine stagione tra due squadre già in Terza categoria.


















































