di Alessandro Craighero
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La sconfitta di Gonars (0-2) ha sancito la matematica retrocessione del Castions in terza categoria. Una stagione difficile per i friulani, capaci di totalizzare solamente 4 punti nelle 21 gare disputate finora.
Il tecnico dei castionesi Enrico Fuccio ci racconta a 360° come sta vivendo questa esperienza, tra evidenti difficoltà e aspetti positivi:
"Sicuramente è difficile da commentare ma soprattutto da accettare una retrocessione, però io cerco sempre di trovare del buono, degli insegnamenti e degli spunti di riflessione anche da queste situazioni.
Quando ad ottobre ho accettato la conduzione della prima squadra del Castions, ero convinto che in un modo o nell’altro sarei riuscito a dare una scossa al gruppo per farlo svoltare nella giusta direzione.
Mi sono messo a disposizione dei ragazzi e con il lavoro ed il dialogo ho cercato di portare la mia esperienza per metterla al loro servizio.
Qualcuno ha ingranato subito mentre a qualcuno ci è voluto un po' più di tempo per digerire il cambio in panchina, il cambio di metodologia e soprattutto per riuscire a dare quel qualcosina di più.
Indubbiamente le difficoltà principali che ho trovato, ma che credo trovano la maggior parte dei miei colleghi allenatori in queste categorie, è il fatto di avere a che fare con ragazzi adulti che lavorano e soprattutto molti lavorano a turno. Questo ha determinato il fatto che non sono mai riuscito ad avere a disposizione durante la settimana tutta la rosa e quindi lavorare sui concetti tattici per cercare di migliorarli.
Mi sono trovato, a fronte di una rosa di 22 giocatori a fare allenamento anche con solo 6 elementi e la cosa oltre che essere demotivante per i presenti lo era per il sottoscritto che si era preparato un programma con una seduta di lavoro mirata.
Dei ragazzi però posso solo che parlare bene, dal primo all’ultimo sono dei ragazzi educati e che non si sono mai tirati indietro durante la settimana. Le loro difficoltà principali sono proprio quelle caratteriali, ovvero la mancanza di quella cattiveria agonistica che nel calcio ci vuole, la mancanza totale di reazione nei momenti difficili, quell’incazzatura positiva che ti fa svoltare in situazioni complicate.
Troppo spesso li ho visti abbassare la testa dopo aver subito il primo gol, dando all’avversario quel vantaggio che ogni squadra avversaria è riuscita poi a valorizzare e concretizzare contro di noi.
Di sicuro posso aggiungere che in questa stagione non abbiamo avuto nemmeno la fortuna dalla nostra parte, quel pizzico di fortuna che in determinate situazioni ci avrebbe aiutato, parlo di situazioni durante la gare, parlo della squalifica di tre giornate di Tommaselli durante la sua prima gara contro il Flambro, dove l’arbitro ha veramente avuto un abbaglio su quell’episodio in cui c’è stato un parapiglia generale e dove lo stesso Tommaselli ha cercato di dividere i giocatori e calmare gli animi, parlo dell’infortunio al ginocchio di Pace, della rottura di due costole di Hojaj e non ultimo la prolungata assenza di Savino, tutti giocatori molto importanti per noi.
Se non arrivano i risultati la situazione diventa frustrante e difficile da gestire, il gruppo squadra era praticamente nuovo e diciamo che nel tempo non è riuscito a fortificarsi come forse avrebbe dovuto, lo dimostrano anche le scarse presenze alle cene del venerdì e la poca partecipazione nei post-gara presso il nostro chiosco.
Adesso bisogna cercare di chiudere con onore questo campionato e forse proprio la mancanza di pressioni che abbiamo avuto fino ad ora può darci la possibilità di tirare fuori qualche risultato.
Sicuramente da questa esperienza mi porto via tante cose positive, tanti spunti e argomenti su cui riflettere e mi porto dietro comunque il fatto di aver conosciuto dei ragazzi meravigliosi, sicuramente posso ringraziare la dirigenza del Castions dal presidente, al vice, a tutti i dirigenti che ogni domenica mi hanno accompagnato in panchina ed un grande grazie lo riserverò a Gianni, il nostro insostituibile custode, e a Beppe, una persona unica, che in questi mesi sono stati sempre e costantemente al mio fianco.
Mi permetto anche di sfruttare l’occasione per fare un ringraziamento particolare a Isa Sadat a D’Oriano Enzo che mi hanno seguito in questa avventura, due ragazzi speciali, ormai posso definirli due amici che ogni allenatore vorrebbe nella propria squadra perché hanno qualità da leader oltre che essere dei ragazzi fantastici, educati e rispettosi. Un grazie va anche a Baratto Sebastiano, un 2005 di prospettiva ex Ufm che si è unito a noi da un mesetto e che nonostante un lungo periodo di inattività ha fatto vedere delle doti calcistiche davvero buone ed a cui auguro una lunga carriera in categorie superiori".


















































