di Marco Bisiach

Non si può definire “soddisfatto” dell’esito finale della stagione della sua Pro Gorizia. E, del resto, un presidente che come lui è abituato a vincere e a navigare nelle acque magari agitate ma di certo affascinanti del calcio professionistico pone sempre l’asticella un po’ più in alto. Ma Franco Bonanno, numero uno della Pro, è consapevole che il progetto targato Luigino Sandrin è solo all’inizio, e che può servire del tempo per trasformare le buone idee in risultati concreti. Ecco perché la Pro Gorizia ha da tempo deciso di confermare non solo il suo tecnico ma anche lo staff, affidando ancora a Damiano Gobbo il ruolo di direttore sportivo, nel quale si era calato smettendo i panni del solo team manager dopo l’addio a stagione in corso di Maurizio Inglese.

Ci è mancato qualcosa quest’anno, inutile nasconderlo, perché io resto convinto che questa rosa potesse valere più del terzo posto finale che abbiamo conquistato in Eccellenza – dice Bonanno -. Ma il calcio è così, a volte capita di non raccogliere quanto seminato, e non dobbiamo dimenticare che la scorsa estate abbiamo cambiato tantissimo, Sandrin ha trovato solo alcuni elementi del gruppo precedente: inevitabilmente serviva tempo per impostare un nuovo percorso, conoscersi e trovare la quadra. Avevamo immaginato un progetto sulla base di due o tre anni, e manteniamo fede a quel percorso, confermando gli uomini che abbiamo scelto”.

La parola passa adesso al calciomercato. Sono già iniziati i colloqui con i componenti dell’attuale rosa per capire chi resterà e chi invece potrebbe partire (e non sono necessariamente pochi i papabili a cambiare maglia), e presto la Pro affonderà anche i primi colpi, guardando soprattutto ad un ricambio generazionale. “Sarà un mercato oculato e chirurgico, interverremo dove serve, e punteremo sui giovani per gettare anche le basi della squadra del futuro – dice il presidente -. Non tratterremo nessuno che non sia convinto al cento per cento del nostro progetto”.

Gli occhi e le orecchie, alla Campagnuzza, sono puntati inevitabilmente anche a quel che accadrà al Cjarlins Muzane. Una simile big in più o in meno sulla griglia di partenza in Eccellenza potrebbe fare non poco la differenza in ottica di futuro prossimo.