di Marco Bisiach

Una stagione fa, nel girone C di Prima categoria, l’Isontina ha navigato a lungo nei quartieri nobili della classifica subito a ridosso delle migliori, e poi si è conquistata persino il diritto di sognare il salto di categoria qualificandosi ai play off. Un sogno infranto, allora, ma riconsegnato per molti versi all’Unione Friuli Isontina al termine di un’estate storica. Già, perché la scorsa estate le due società cugine si sono fuse, con i diritti sportivi dell’Isontina finiti in casa Ufi, e oggi proprio gli amaranto di Gianni Longo stanno provando a ripetere quanto fatto dai giallorossi dodici mesi fa.

L’obiettivo di partenza è e resta la salvezza in un torneo complicato ed equilibrato, ma l’Ufi – per quanto inesperta, vantando una rosa molto simile a quella dello scorso anno e dunque di fatto una neopromossa – ha dimostrato nella prima metà di stagione di poter valere e sognare qualcosa in più. Ed in effetti alla fine del 2023 e con una sola giornata ancora da recuperare per chiudere il girone d’andata l’Ufi si trova a ridosso del gruppetto delle migliori, al sesto posto della classifica con 22 punti. E questo malgrado il ko che ha chiuso l’anno contro il Breg, uno scontro diretto visto che i carsolini sono quarti con quattro punti in più degli isontini.

La squadra di Longo si è fatta apprezzare quasi sempre per il gioco, con costruzione dal basso e palla a terra ogni volta che si può, spesso è stata efficace ma non ha avuto mezze misure: praticamente sempre vittoria (sette volte) o sconfitta (sei volte), considerando l’unico pareggio in quattordici uscite arrivato in casa dell’Aquileia all’undicesima giornata. Il secondo miglior attacco del girone (con 33 gol) può contare su tanti elementi in grado di segnare, da Alessandro Graziano che guida il gruppo dei marcatori con 7 reti, passando per Amir Garic (6), Gabriele Edera (5) e Samuel Gasparin (4). E il 2024 agonistico si aprirà adesso con una grande opportunità: perché il 14 gennaio a Capriva arriverà l’Azzurra, e, forse, quel giorno l’Ufi capirà se potrà davvero provare a ripercorrere il cammino dei gemelli dell’Isontina.