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Game over.
Il Pordenone calcio non si iscrive in alcun campionato LND nell’imminente stagione 2023-24. L’ultima mazzata è stato il mancato accordo con gli ex tesserati: senza basi certe per la conciliazione con gli oltre 80 soggetti debitori, il presidente neroverde Mauro Lovisa ha chiuso ogni trattativa, anche a seguito della rettifica del piano concordatario definito a luglio ed arrivando ad equiparare tutti i dipendenti della società sul piano dei crediti.
In questa situazione, la prima squadra non ha più modo di proseguire l’attività: un deterrente importante per eventuali sponsor che avrebbero potuto dare una mano.
Resta vivo solo il settore giovanile dei Ramarri, grazie al versamento di 360mila euro effettuato in queste ore dal patron naoniano. Uno spiraglio importante nell’ottica della prosecuzione dell’attività societaria: su questo aspetto, però, è fondamentale attendere la decisione del Tribunale di Pordenone.
Nel frattempo, Mauro Lovisa ha rilasciato una nota ufficiale.
«Ho dedicato alla società alla sua crescita e ai suoi successi, mai prima raggiunti, tutto quanto era nelle mie possibilità. Una serie di circostanze sfortunate non ha consentito alla squadra di tornare nuovamente in serie B, come sarebbe stato possibile e avrebbe certamente facilitato esiti diversi. Alla estrema brevità del tempo a disposizione per conciliare le esigenze del concordato preventivo e quelle per l'eventuale iscrizione ai campionati di serie D o di Eccellenza, in pendenza della richiesta di liquidazione formulata dal pubblico ministero, si è aggiunto il ritardo da parte dei calciatori e degli altri dipendenti sportivi nell'accettazione della proposta di definizione che avevo prospettato e che prevedeva un mio personale rilevante esborso».
«Resta da parte mia - prosegue il presidente del Pordenone - l'impegno a soddisfare tutte le esigenze della procedura concordataria‚ compreso il pagamento integrale di tutti i dipendenti sportivi, ed a mantenere vivo il settore giovanile del Pordenone calcio perché nella prossima stagione possa nuovamente essere presente una prima squadra del Pordenone rilanciata verso nuove imprese. Condivido e soffro in prima persona il dolore dei tifosi, che ringrazio per il calore e l'affetto con il quale hanno sempre seguito il Pordenone. Un grazie sincero anche agli avvocati Roberto Casucci, Antonio e Bruno Malattia per il loro lavoro»

































