di Barbara Castellini

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Quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte nelle prime sette giornate, una sola affermazione, un altro “x” e cinque ko nelle successive sette. Proprio sul più bello si è arrestata la corsa dell’Udinese in questo campionato. E di ragioni ce ne sono molte. Sicuramente alcune sviste arbitrali non rientrano nella voce “alibi”, bensì nei punti “rubati”, che adesso ci racconterebbero di una squadra in piena lotta per un posto in Conference League. La realtà, però, è ben diversa. Con 17 punti in classifica i bianconeri sono noni, dietro al Bologna (21) e davanti all’Empoli (16), ma hanno visto ridursi drasticamente il loro vantaggio sul terzultimo posto, occupato attualmente dal Como (11). Ecco perché il posticipo di lunedì a Monza assume un’importanza vitale.

Le numerose disattenzioni difensive costate rigori, autogol o inferiorità numerica (vedi i rossi di Isaak Tourè a Venezia e domenica scorsa con il Genoa) si sono trasformate in una pericolosa costante, in grado di minare il percorso di crescita del team di Kosta Runjaic. Considerando che lo scorso anno non è bastata una stagione intera per cancellare certi difetti in difesa, per ottenere un perfetto bilanciamento è necessario che l’attacco produca di più.

Keinan Davis ha più che raddoppiato il minutaggio nelle ultime sette giornate, passando da 208 minuti a 477. Due sono le reti all’attivo per l’attaccante inglese: contro il Cagliari (25 ottobre) e a Empoli (25 novembre), a cui si aggiungono quelle annullate con Juventus e Atalanta. Provato come unica punta, con alle spalle Florian Thauvin, o in coppia con Lorenzo Lucca, Davis ha dimostrato di essere il perfetto numero 9 per questa Udinese.

È lecito attendersi qualcosa di più, invece, da Lucca, attaccante di grande interesse nazionale e internazionale, già “testato” anche dal ct della Nazionale Luciano Spalletti in occasione della sfida di Uefa Nations League contro Israele e finito di recente nel mirino della Juventus. Il suo rendimento ha subito un’involuzione: da 463 minuti disputati nelle prime sette gare, è passato a 376. Complessivamente sono sei le reti messe a segno tra campionato e Coppa Italia, l’ultima delle quali contro il Cagliari lo scorso 25 ottobre, che coincide anche con l’ultima affermazione dei bianconeri. Lo scorso anno a Monza, partito dalla panchina, siglò la rete dell’1-1, annullando il vantaggio firmato da Andrea Colpani. Trentacinque minuti in campo e una rete pesantissima. This is the way.

(foto Petrussi)