di Barbara Castellini

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Sono stati 95 minuti di tensione purissima, ma alla fine le lacrime sono state di gioia. Domenica sera al Benito Stirpe, sostenuti da 800 tifosi bianconeri e con migliaia di appassionati collegati dal Friuli, dall'Italia, dal mondo (sì, anche dai Taiwan), l'Udinese è riuscita a battere il Frosinone per 0-1 e a garantirsi così la permanenza in Serie A. Senza regali, perchè la Roma alla fine ha ceduto a Empoli (2-1), senza i favori del pronostico – per molti l'Udinese era già data per spacciata dopo il pareggio interno con i toscani -, senza alcuni dei suoi migliori interpreti (vedi Roberto Pereyra): nonostante tutto e tutti, la formazione di Fabio Cannavaro ha centrato l'obiettivo.

E ci è riuscita grazie a un gol (il primo in Serie A) di Keinan Davis al 76', proprio l'attaccante inglese classe '98 che più di tutti è mancato a questa squadra, costretto a rimanere ai margini per mesi per problemi fisici. Nel momento in cui l'Udinese aveva maggiormente bisogno, KD è riuscito a siglare il gol più importante, quello che certifica la trentesima partecipazione delle zebrette alla Serie A (ricordiamo che dal 1995 a oggi hanno disputato 30 campionati consecutivi solo Inter, Milan, Lazio e Roma).

Eppure il Frosinone aveva disputato una gara molto propositiva, riuscendo a colpire anche una traversa al 39' del primo tempo con Soulè e un palo a inizio ripresa (deviazione decisiva di Jaka Bijol sulla punizione di Brescianini). Non è bastato ai ciociari, crollati definitivamente nei minuti finali quando dal Carlo Castellani è giunta la notizia del vantaggio azzurro siglato da Niang. Così il Frosinone è l'ultima squadra a retrocedere in Serie B, dove ritroverà Salernitana e Sassuolo. Per l'Udinese, invece, si guarda già al futuro: la conferma di Cannavaro sarà il primo nodo da sciogliere. Nel frattempo a Udine e in tutto il Friuli l'euforia è ancora altissima.

(foto Petrussi)