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A Monfalcone è impossibile svolgere attività di base
Tutti i campi cittadini risultano indisponibili
I giovani, soprattutto quelli più piccoli, rappresentano il futuro del calcio. Una frase che tutti, a ogni livello, pronunciano spesso e volentieri. Anche se la situazione contingente, talvolta, non rispecchia l'assunto.
I protagonisti della vicenda sono, loro malgrado, i minicalciatori che svolgono l'attività di base in seno all'Union Fincantieri Monfalcone. Primi calci, piccoli amici, pulcini ed esordienti non hanno a disposizione un campo sul quale allenarsi e il rischio, divenuto realtà è quello di dover emigrare nei territori limitrofi per praticare il loro sport preferito. Ad oggi, questi piccoli atleti si alleneranno tra il Villaggio del Pescatore e Ronchi dei Legionari, nell'impianto dell'ACLI San Lorenzo.
Sì tratta di situazioni al limite: non tanto per una questione di distanze, invero piuttosto ridotte. I pochi chilometri che separano Monfalcone ai comuni contigui rappresentano un problema logistico perché è complicato organizzare pulmini, i trasporti in orari di lavoro dei genitori. E le responsabilità aumentano.
Una situazione che all'interno del sodalizio del presidente Rodolfo Lugli sta diventando atavica. Il terreno del "Sergio Morin" di via Boito deve necessariamente essere preservato per la prima squadra, che anche in questa stagione 2026/27 reciterà da protagonista in Eccellenza FVG. I campi sportivi delle vicinanze, l'Oscar Cosulich e altri terreni all'interno del perimetro comunale, sono già occupati da altre realtà come l' Aris San Polo e la Merce Rara e Falcon Girls.
Spazi utili alla bisogna sarebbero quelli del parco Celottini e quelli gestiti direttamente dal Circolo Fincantieri, che non possiede un’attività affiliata alla FIGC tra i propri ranghi e possiede in gestione un campo omologato. Non sembra esserci alcuna possibilità di risolvere la questione. Né, all'orizzonte, si intravedono spiragli positivi. In vista dell'inizio della stagione sportiva 2026/27, che arriva dopo un'estate nel quale i vari camp e open days hanno portato numero importanti che confluiscono verso l’UFM il segnale è preoccupante soprattutto per le famiglie sulle quali grava di più non avere spazi per i più piccoli.
Soprattutto dispiace constatare l'ignavia e l'indifferenza di tante persone, che invece di preoccuparsi del bene dei ragazzi, nulla fa per provare a dare soddisfazione a dei piccoli appassionati di calcio e alle loro famiglie.
Un peccato perché l'entusiasmo dei giovanissimi atleti dell'UFM meriterebbero di potersi divertire e basta. Calciando un pallone e sognando di diventare calciatori, magari nella prima squadra biancazzurra, che tanto bene sta facendo in questi anni.
L'Amministrazione Comunale della città dei cantieri monitora la situazione, cercando anche soluzioni, che però, al momento, non ci sono.
"Monfalcone - conferma l'assessore allo sport Fabio Banello - è diventata negli ultimi anni una città sempre più viva nella pratica dello sport. Il Comune ha investito molto per adeguare e qualificare impianti e palestre e per la promozione sportiva per far crescere società e favorire la più ampia partecipazione. Nel calcio, come nel basket, nel nuoto, come in altre discipline si sono sviluppate grazie all’impegno personale dei loro dirigenti, realtà prestigiose, l’UFM fra queste, che onorano lo sport cittadino e regionale. Ciò di cui dobbiamo essere orgogliosi è la crescita dei più giovani e giovanissimi, anche perché in questo modo si favorisce il loro sviluppo in modo sano e all’interno di valori importanti di socialità. Gli interventi finanziari sono stati rilevanti, ultimo dei quali il centro sportivo integrato. Nel calcio Monfalcone vive una stagione importante di crescita, compreso il settore femminile e, come Comune siamo impegnati a allargare gli spazi in aggiunta alle strutture già esistenti. Una prospettiva concreta su cui stiamo lavorando è quella della sistemazione e regolamentazione di uno spazio già presente in via Cellottini. In attesa, subito una soluzione immediata potrebbe essere quella del campo di calcio della Marcelliana, di proprietà della diocesi isontina. In passato è stata per lunghi anni una sede ampiamente utilizzata a questo fine, luogo di allineamenti, di partite e di campionati. Ora è praticamente inutilizzato, salvo essere stato concesso alla comunità islamica per svolgere il Ramadan in modo un po’ improprio. Abbiamo presentato una proposta alla diocesi per fare le sistemazioni necessarie e renderlo disponibile ai giovani ragazzi della nostra città, senza trovare sinora un riscontro. Un peccato questo abbandono di una sede attrezzata al calcio a fronte dei fabbisogni cittadini. In ogni caso il Comune proprio perché apprezza moltissimo l’impegno di società come l’UFM e l’interesse sportivo della città continuerà a investire in questo settore del calcio per implementare le dotazioni presenti".



















































