Di Marco Bisiach
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È un’Azzurra determinata più che mai quella che si è affacciata al 2024 e che ha bagnato l’anno nuovo subito con una vittoria importante, pesante, prestigiosa, quella nel derby con l’Unione Friuli Isontina che valeva per il recupero della nona giornata del girone d’andata. Alla fine il titolo di campione d’inverno è finito ugualmente dalle parti di Muggia (con i giuliani che hanno girato la boa con il vantaggio di 2 lunghezze sui goriziani maturato grazie al successo nello scontro diretto pre natalizio), ma il 3-1 di Capriva in casa di un’ottima Ufi ha confermato come l’Azzurra possa e voglia giocarsela fino in fondo.
Un qualcosa che l’ambiente azzurrino non nasconde minimamente, come si legge nelle parole di tecnici, dirigenti, giocatori. La sensazione è quella di avere un’occasione che forse non si ripresenterà per scrivere la storia della società, centrando la prima ascesa in Promozione per l’Azzurra di Straccis. Un traguardo sfiorato la scorsa stagione, e concreto anche in questa, visto che non era scontato ripresentarsi ad alti livelli ma la squadra di Cristian Terpin ci sta riuscendo. Il 2023 – come si legge nelle statistiche messe assieme dalla società in chiusura d’anno – è stato un anno eccezionale, fatto di 22 vittorie su 35 partite giocate, con 4 pareggi e 9 sconfitte, 74 gol realizzati (una media superiore ai due a partita) e 42 subiti. Ma se nella passata stagione Mario Pantuso e compagni hanno incrociato un super Fiumicello 2004, quest’anno devono vedersela con un grande Muggia 2020. E l’asticella, dunque, va alzata ancora.
“Contro l’Ufi è stata una bella partita, maschia, combattuta, equilibrata – ha detto ai nostri microfoni il ds Nino Munafò dopo il derby vissuto in panchina al posto di mister Terpin squalificato, e dedicato alla memoria del massaggiatore della Pro Gorizia Fabio Rosolin che era amico anche di tutto l’ambiente dell’Azzurra -. Era importante ripartire bene, c’era la voglia e la rabbia di tornare a far punti. Andiamo avanti, abbiamo di fronte quattro mesi di fuoco e ogni domenica sarà una battaglia. Abbiamo messo da parte il fioretto e tirato fuori la spada, quello visto con l’Ufi deve essere lo spirito di tutte le nostre partite”.


















































