di Marco Fachin

Riproduzione vietata ©

Un mister Marco Sbisà molto carico e lucido quello che risponde alle nostre domande su quanto attenderà il Maccan Prata nella nuova stagione, la prima per i pordenonesi nel campionato nazionale di A2. "Cominceremo la preparazione il 28 agosto. Noi abbiamo tempi diversi rispetto al calcio a 11, un po' più dilatati. L'inizio previsto dei campionati, per le squadre partecipanti all'A2, è il 14 ottobre."

Partiamo subito con una considerazione: la squadra dello scorso anno è stata, in larga parte, confermata. Credete dunque che questo gruppo possa dare tanto anche nella categoria superiore?
"Assolutamente si. Abbiamo mantenuto l'ossatura dello scorso campionato con 12/13 conferme. Poi sono arrivati tre giocatori nuovi, di categoria, al posto di chi non giocava molto in B. Già lo scorso anno però avevamo una squadra di livello superiore, da A2."


Quindi già la scorsa stagione è stata costruita una squadra capace di intraprendere un percorso della durata di un biennio, con la previsione di poter affrontare il livello successivo?
" Si. Diciamo una cosa: la scorsa stagione, in Serie B, non potevamo fallire. Avevamo la squadra più forte e difatti il campo lo ha dimostrato, con la distanza di punti che c'è stata tra noi e gli avversari. Si è puntato a costruire un gruppo che potesse essere forte e performante anche nella categoria successiva, lo abbiamo solo puntellato con questi tre arrivi mirati. Abbiamo preso dei giocatori funzionali, che possedessero le caratteristiche che ci mancavano. Ora siamo completi."


Siete a posto così dunque per ciò che riguarda la rosa?
"Si, il nostro mercato è chiuso."


Anche se dovesse presentarsi qualche occasione inaspettata?
"Si, anche perché se dovesse esserci qualche opportunità, sicuramente verrebbe da fuori e noi abbiamo già occupato tutti gli slot che abbiamo per questo tipo di profili, anche a livello logistico e di appartamenti. Per ciò che riguarda il mercato locale invece, i profili più importanti e che potrebbero fare al caso nostro si sono già accasati altrove. Insomma, ci consideriamo estremamente competitivi così e abbiamo la massima fiducia nei giocatori che abbiamo preso e in coloro che già avevamo a disposizione."


Come detto in precedenza, 12/13 riconferme tra i giocatori e staff blindato in blocco. C'è anche la volontà di creare un senso di appartenenza ai colori e alla maglia?
"Sicuramente. Mi rende molto orgoglioso il fatto che lo staff, con il sottoscritto, venga confermato per il quarto anno di fila. E lo stesso vale per lo zoccolo duro dei giocatori. È una cosa fantastica, perché dà la possibilità di poter lavorare con un gruppo che già si conosce, è amalgamato e sa che cosa gli chiediamo. Ci fa risparmiare tempo e ottenere i risultati prima. Questo, alla lunga, si vede e fa la differenza."


Quali sono gli obiettivi che vi ponete, da neopromossa, per questa stagione?
"Come detto poco fa, noi ci consideriamo estremamente competitivi e crediamo di avere una squadra molto forte per la categoria. Vogliamo disputare certamente un campionato di vertice e, perché no, puntare a vincerlo. Sarebbe straordinario fare il doppio salto in due anni."


Obiettivi ambiziosi…
"Si, ma la famiglia Maccan è super focalizzata riguardo alla crescita della società. Anche se non dovessimo riuscirci quest'anno, la proprietà ha comunque la volontà di arrivare in Serie A nel giro di poco tempo."

Quella che si ha da fuori, è l'impressione di una società giovane, piccola, ma già ben organizzata. Prima ad esempio si parlava degli appartamenti per i giocatori che vengono da fuori.
"Si e la proprietà è molto orgogliosa di ciò. Alcuni dei nostri giocatori, che hanno militato in squadre di Serie A, ci hanno detto che neppure a quel livello c'è questo tipo di organizzazione e cura del dettaglio. Puntiamo sempre a crescere, come prima squadra e anche con il settore giovanile. Anche se, in quest'ultimo caso, è sempre difficile reperire materiale umano che voglia cimentarsi con il calcio a 5. I bambini e i ragazzi continuano a preferire il calcio a 11."


Per ciò che riguarda il campionato che andrete ad affrontare, come prevede sarà il girone?
"Tutto dipenderà da come questo sarà composto. Fino alla scorsa stagione, l'Italia veniva tagliata in orizzontale e quindi le squadre del nostro territorio affrontavano un girone che comprendeva, più o meno, il nord Italia. Ora indiscrezioni vorrebbero, ma non c'è nulla di ufficiale, che la Federazione stia pensando di tagliare l'Italia in verticale, comprendendo così anche il centro. Così, se tutto rimanesse come nelle scorse stagioni, arriveremmo fino ad Aosta. Nel secondo caso invece, scenderemmo fino a Terni. Sono più o meno le stesse distanze, ma dal punto di vista degli spostamenti sarebbe più semplice e agevole la divisione verticale."


Quali potrebbero essere le vostre avversarie più accreditate per le prime posizioni, oppure per la vittoria finale?
"Anche lì, dipende da come sarà composto il girone. Se dovesse esserci il taglio in orizzontale, come negli scorsi anni, onestamente non vedo particolari competitor e credo che veramente potremmo essere noi la squadra da battere. Se invece dovesse esserci l'altra divisione, ci sono un paio di realtà estremamente forti e con disponibilità economiche molto importanti, su tutte la Dozzese di Imola. Se questo dovesse essere il caso, ce la giocheremo però fino in fondo."

Infine un'ultima battuta sulla discussa riforma dello sport. Come ha influito su una realtà come la vostra?
" Dico la verità, per ora l'abbiamo affrontata in maniera marginale e non troppo approfondita. Però, almeno dalle prime impressioni, sembra rendere le cose ben più complicate di quanto non fossero già per realtà come le nostre e mette in difficoltà i presidenti."