di Barbara Castellini

Riproduzione riservata ©

La notte magica vissuta dall'Udinese a San Siro resterà nella storia. Dopo dieci giornate senza vittorie, con una classifica pericolante e con le speranze ridotte al minimo storico, sabato sera contro il Milan i bianconeri sono riusciti a compiere l'impresa meno attesa. E per questo ancora più importante. L'esultanza di capitan Roberto Pereyra dopo aver siglato al 17' del secondo tempo il calcio di rigore (conquistato da Festy Ebosele, atterrato da Adlì) che ha deciso l'incontro dice molto sul momento che sta vivendo la compagine di Gabriele Cioffi. Relegati in questo avvio di campionato a un ruolo di comprimari della Serie A, i bianconeri hanno ritrovato la vittoria in uno degli stadi simbolo del calcio italiano. E lo hanno fatto con ordine, disciplina, spirito di sacrificio e tanto cuore, aggrappati nei minuti finali alla ritrovata verve del portiere Marco Silvestri, senza dubbio tra i migliori in campo.

Che l'Udinese non potesse essere solo quella squadra scialba, timida, confusa e imprecisa vista nelle prime dieci gare ne eravamo convinti. Ma al tempo stesso il cambio di rotta apportato da mister Cioffi in così poco tempo sembra quasi stupefacente. L'importante ora è dare continuità a tutti i passi avanti registrati a Milano, onde evitare che rimanga una “luminosa parentesi”. Prima della sosta per gli impegni della Nazionale – in programma nel weekend del 18-19 novembre -, Pereyra & co. riceveranno al Bluenergy Stadium l'Atalanta (calcio di inizio domenica alle 15.00). Sarà il banco di prova per testare il reale valore del team bianconero e, in particolare, di alcuni protagonisti come Jordan Zemura, tra i più propositivi nell'arco dei novanta minuti, e Walace, autore di un match degno dei “tempi migliori”. La sfida con i bergamaschi dovrà essere anche l'occasione per combattere un limite che attanaglia i friulani da inizio stagione: la scarsa prolificità offensiva. Nel frattempo, però, guardiamo con più serenità la classifica: Udinese 10, come il voto meritato a San Siro.

(foto Petrussi)