di MASSIMO DI CENTA

Il nostro viaggio alla ricerca di giovani con maggiori prospettive ci porta a Buia. Qui si sta distinguendo Thomas Garofoli, 20 anni il prossimo marzo. Il suo viaggio nel mondo del calcio parte da Tavagnacco, per poi proseguire ai Rizzi, all’Ancona e al Donatello: società importanti nell’ambito del settore giovanile con esperienze che lo porteranno in prima squadra all’Azzurra Premariacco e poi all’approdo, due anni fa, alla Bujese. E qui Thomas trova Cleto Polonia, l’allenatore che, secondo il ragazzo, è stato determinante per la sua crescita. Lui è nato difensore centrale (non a caso il suo idolo è Virgil Van DijK, centrale difensivo olandese in forza al Liverpool), aiutato da una fisicità non comune (195 centimetri distribuiti in 85 chili di peso), ma Polonia, avendolo visto in allenamento e apprezzandone la facilità di corsa, lo dirottò in fascia, inculcandogli il senso del ruolo e quella cattiveria agonistica necessaria. Fortissimo di testa, è il classico giovane in continua evoluzione e in effetti il suo rendimento cresce stagione dopo stagione. C’è ancora qualche margine di miglioramento, come la capacità di rimanere concentrato per l’arco di tutta la partita e capire in anticipo le situazioni che si sviluppano durante i 90’, ma la voglia di migliorarsi e la costante applicazione in ogni seduta di allenamento giocano a suo favore. Una passione, quella per il calcio, trasmessagli da papà Jean Jacques, che ai suoi tempi si fece apprezzare con le maglie di Pagnacco e Fagagna, quando, per via della capigliatura bionda e per le movenze sul terreno di gioco, venne ribattezzato Stromberg, giocatore svedese in forza all’Atalanta a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Fuori dal calcio è occupato presso una compagnia di trasporti. A Buja si trova benissimo, è entusiasta del gruppo e spera, naturalmente, di togliersi tante soddisfazioni in maglia granata.