L’idea di Marco Skocaj: Sosta a gennaio anche nel post covid

di Matteo Femia

Ripartiremo dopo questa breve sosta e non ci fermeremo più, ne sono convinto. Ma se sarà necessario prolungare lo stop di un paio di settimane e concludere la stagione con tempistiche più lunghe, noi siamo favorevoli. Anzi, l’idea potrebbe essere esportata anche nelle annate post-Covid: non sarebbe sbagliato fermarci in pieno inverno per un mese e ricominciare quando fa meno freddo con un rischio-infortuni oggettivamente minore”.
Il presidente della Cormonese Marco Skocaj pensa positivo, come Jovanotti in una sua nota canzone: e lancia anche una proposta che può essere presa in considerazione per le prossime stagioni, quando si spera tutto possa tornare ad una piena normalità. L’idea del numero 1 grigiorosso è, in sintesi: se c’è bisogno di fermarsi qualche giorno in più non è un problema, anzi, cogliamo al balzo la proposta e rendiamola strutturale, mandando in letargo i campionati a gennaio ogni anno spostando il baricentro del girone di ritorno di un mese in avanti, concludendo i tornei a fine primavera quando il bel tempo rende anche più piacevole lo stare all’aperto.
In questo momento è importante tenere alto il livello di guardia, ritengo sia stato giusto fermarci fino a febbraio – commenta Skocaj – e dirò anzi di più: non sono contrario all’ipotesi di far giocare il girone di ritorno in periodi meno freddi anche in futuro, quando si spera il Covid non rappresenti più un problema, spostando magari la chiusura dei campionati di un mese verso la stagione più calda. Ci sarebbero indubbi benefici anche sul fronte infortuni non dovendo giocare ogni domenica in pieno inverno”.
La Cormonese ha l’estate addosso, insomma, tanto per citare nuovamente il mitico Lorenzo Jovanotti. Gelo o meno, comunque, in queste settimane la capoclasse del girone C di Prima categoria sta svolgendo diligentemente i propri compiti.
I ragazzi si stanno allenando tre volte a settimana come sempre, restando sempre concentrati sull’obiettivo – continua Skocaj -. Per fortuna, e tocco tutto il ferro possibile, non abbiamo avuto sinora alcun positivo in squadra: questione di fortuna indubbiamente, ma i ragazzi sono sempre stati molto attenti e le regole precise che ci siamo dati in spogliatoio hanno aiutato. Siccome però il rischio- positività inevitabilmente c’è, come per tutti, mi allineo alle posizioni espresse da altri addetti ai lavori: è assurdo fermare un giocatore guarito dal Covid per 30 giorni. Se ti capita un focolaio in spogliatoio a quel punto hai finito. Credo che la soluzione migliore sia allineare anche Promozione, Prima e Seconda alle regole meno stringenti vigenti in Eccellenza: d’altronde, siamo tutti dilettanti”.
E i grigiorossi sono stati previdenti anche sul fronte no-vax: “Abbiamo alcuni ragazzi che hanno scelto di sottoporsi ogni due giorni a tamponi: immaginando che le regole sarebbero potute diventare più rigide, abbiamo scelto di portare a Cormons nel mercato dicembrino quattro nuovi acquisti che possono darci una mano anche sotto il profilo numerico nel caso i calciatori che non si sono vaccinati decidano di non modificare la propria posizione”.
Insomma, a Cormons si guarda ogni dettaglio: nella corsa verso la Promozione, può risultare decisivo qualsiasi minimo accorgimento. La Cormonese non intende certo mollare l’amato primo posto, a cui vuole continuare a cantare “Baciami ancora”.