di Mattia Piovesan
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Non è evidentemente bastato alla società il lavoro fatto da Soncin in tutto il tempo passato nella panchina della Liventina Opitergina. Diciamo che forse nelle idee dei vertici c’erano più ambizioni di quelle che può garantire la semplice lotta alla salvezza, come effettivamente si è dimostrato essere questo campionato, almeno nella sua prima fase.
In ogni caso, ora si cambia, di comune accordo, segno che forse Soncin stesso aveva altro in mente. Poco male, si ripartirà dall’Eccellenza con un nuovo condottiero: Massimiliano Rossi. Prima giocatore che allenatore, Rossi ha calcato alcuni tra i campi più importanti della zona veneto-friulana, in Serie C2, D, Eccellenza e Promozione.
Il debutto però è stato in Serie B, con l’Udinese, la squadra della città dove nasce e dove tira i primi calci al pallone. Casale, Valenzana, Salò, Pordenone sono state solo alcune delle sue squadre. Attaccante, ne ha realizzati 146 in carriera, 439 le gare disputate. E con il Flaibano, squadra per cui ha giocato, inizia anche la sua esperienza da allenatore; allenatore anche di u15 e u16 dell’Udinese, oltre che essere stato il secondo della Primavera bianconera. Tornato a Rive d’Arcano-Flaibano, da novembre Rossi ha atteso una chiamata, che a fine aprile ’25 è arrivata.
Ora a lui il compito di portare la squadra in alto nuovamente. Molti i giovani provenienti dal prezioso settore giovanile LeO che Soncin ha sgrezzato e che Rossi si troverà a dover maneggiare, e forse non è un caso che sia stato scelto un allenatore che in tal senso ha esperienza. Per lui ci sarà tanto lavoro da fare, partendo da questo momento: nulla di più stimolante di una nuova avventura in uno degli ambienti più rinomati del calcio veneto.


















































