di Marco Bisiach
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Il sapore rimasto in bocca dopo la seconda trasferta di fila sul campo di una big nel girone E di Seconda categoria è di quelli un po’ amari. L’Audax Sanrocchese ha pareggiato 1-1 in casa del Terzo dopo aver ceduto di misura per 1-0 alla capolista La Fortezza Gradisca, e la sensazione per i biancorossi è quella di aver perso un’altra occasione. Perchè la squadra sta giocando e dimostrando di esserci, con prestazioni positive, ma la classifica non cambia, resta precaria a dir poco. Ad oggi sarebbero play out, il margine sulla zona retrocessione è di appena un punto ed ogni singola sfida può essere quella decisiva.
“In queste ultime due partite credo abbiamo lasciato per strada cinque punti, sono sincero – dice Gianni Tomizza, allenatore dell’Audax Sanrocchese -. Lo dico perché avremmo meritato di più, molto di più. Abbiamo colpito cinque tra pali e traverse, abbiamo costruito tante occasioni, fallendole quasi tutte, e abbiamo pagato a carissimo prezzo poche distrazioni difensive. È stato così anche con il Terzo, quando abbiamo subito gol per un nostro errore, e siamo riusciti a trovare il pareggio grazie ad un rigore di Ayoub Msatfi”.
Proprio l’attaccante rappresenta una bella notizia per l’Audax. Sembrava aver già concluso la sua stagione, invece è tornato a disposizione, ha giocato per una ventina di minuti in modo positivo e siglato il gol del pareggio. Preziosissimo. Ora anche lui potrà essere utile per scardinare la difesa della Gradese nel match in programma al “Vizzari” domenica pomeriggio, una sorta di gara da dentro o fuori: i lagunari saranno davvero all’ultima chiamata per sperare ancora nella salvezza, ma pure l’Audax non può sbagliare. “Una gara assolutamente fondamentale, che vogliamo e dobbiamo vincere – conclude Gianni Tomizza -. La condizione della squadra mi regala ottimismo, perché il gioco e le energie ci sono: sicuramente però dobbiamo essere più concreti sotto porta, perché se non segniamo continueremo a lasciare punti per strada, e alla lunga questo rischia di essere pericoloso”.



















































