di Marco Fachin
Riproduzione vietata ©
È stata una prima parte di campionato molto difficile quella disputata da un Chions che, al giro di boa, si trova al penultimo posto in classifica con 14 punti.
Lasciando stare le analogie sinistre che ci sono con l'anno della retrocessione dalla D all'Eccellenza, il cammino dei gialloblu è da considerarsi per ora ovviamente insufficiente.
Nulla è compromesso, e anzi i presupposti per rientrare ci sono tutti, dato che la zona playout dista soli 2 punti e quella salvezza - più difficile da raggiungere - 8, ma è chiaro che servirà un netto cambio di marcia.
Un cammino quello dei pordenonesi che parla di sole 3 vittorie, 5 pari e ben 11 sconfitte su 19 partite. Anni luce rispetto al bel percorso dello scorso anno, che in questa stagione non si è ripetuto per tanti motivi.
Innanzitutto perché è venuto meno uno dei punti di forza della prima annata di questa avventura-bis in Serie D del Chions, e cioè il gruppo.
Lo scorso anno era granitico, preservato in larga parte dalla bella cavalcata che la stagione prima prima era valsa la vittoria dell'Eccellenza. Ora invece troppi cambi e tantissimi via vai nella rosa non hanno reso possibile una situazione analoga.
A poco per ora è valso il ritorno di Valenta, che ha provato l'avventura Campodarsego, salvo poi ritornare sui propri passi giusto 3 mesi dopo la scelta.
Se si va a vedere solo l'attacco gialloblu sono passati tanti giocatori, come Cicarevic, Semião, Nhaga Lane e Lirussi, giusto per citarne alcuni. Tutti arrivati e poi ripartiti senza lasciare il segno.
Ha fatto le valigie anche Bolgan, che è andato a rinforzare una diretta concorrente come il Brian, ed ora sono arrivati giocatori importanti come Moreo e Danti, anche se ha salutato uno dei pilastri di questo girone d'andata, e cioè il difensore - gigante Stefan Kladar.
Vedremo se il nuovo gruppo, senza gli stravolgimenti di mercato, riuscirà ad amalgamarsi e ad andare verso l'obiettivo della salvezza, alla portata ma comunque tutto da conquistare.
Per farlo serviranno punti e vittorie nelle partite chiave, e non lasciare la posta piena in maniera sanguinosa come all'andata in match vitali, come quello contro il Lavis o la Real Calepina.
Ci vorranno più prestazioni come quella di Montecchio Maggiore, dove i gialloblu sbancarono il terreno vicentino, oppure come a Treviso o contro la Dolomiti Bellunesi, dove - nonostante gli 0 punti conquistati - gli uomini di Lenisa giocarono alla pari contro le due regine del girone.




































