di Marco Bisiach

JUVENTINA – SPAL CORDOVADO 1-2

Gol: pt 39’ Hoti, st 3’ Miolli (rig), 43’ Scapolan

JUVENTINA: Gregoris, Furlani (st 48’ Papagna), Celcer, Cerne, Tuan (st 48’ Zanon), Russian, Garic (st 12’ Colonna Romano), Piscopo, Martinovic, Hoti, Goz (st 33’ Cuca). All.: Bernardo

SPAL CORDOVADO: Sfriso, Guizzo, Brichese, Markovic (st 42’ Yabre), Parpinel, Miolli (st 42’ Scapolan), Roman, De Agostini, Morassutti, Roma, Ostan. All.: Rossi

Arbitro: Tomasetig di Udine

Note: ammoniti Tuan, Hoti, Cuca, Russian, Cerne e Celcer (J). Espulso Cerne (J) per doppia ammonizione.

Gorizia. A Sant’Andrea è finita 2-1 per la Spal Cordovado sulla Juventina. O forse no. Chissà. Nel calcio, come nella vita, non si finisce mai di imparare e scoprire qualcosa di nuovo, e allora è capitato di assistere ad un episodio inconsueto che potrebbe forse persino rimettere in gioco il risultato. Staremo a vedere, ma dalle parti di via del Carso parrebbero intenzionati a valutare, studiando attentamente il regolamento, la possibilità del ricorso. Ricorso per cosa? La risposta richiede di tornare attorno al ventesimo del secondo tempo di Juventina – Spal Cordovado, con il risultato fermo sull’1-1. Il primo assistente dell’arbitro Stefano Tomasetig di Udine, Alberto Beltrame di Castelfranco Veneto, accusa uno stiramento. Prova a stringere i denti, ma non ce la fa. Breve interruzione, conciliabolo tra direttore di gara e assistenti, e bandierine che vengono affidate come da prassi in questi casi a due dirigenti accompagnatori, uno per squadra. Si può tornare a giocare ma lo si fa in un clima surreale, con i fuorigioco che sostanzialmente diventano un’opinione e le proteste conseguenti. Poi il colpo di scena: nuova interruzione e nuovo confronto interno alla terna. Viene fatto notare che a Sant’Andrea è presente ad assistere alla partita un altro arbitro, in una domenica senza impegni sul campo: è Francesco Allotta di Gradisca d’Isonzo, che viene di fatto cooptato alla bisogna e sul momento, cambiandosi in fretta e furia e prendendo posto e bandierina del collega infortunato dopo una dozzina di minuti di sospensione. Si può fare? Non si può? La domanda aleggia sugli spalti per un tempo intero e resta sospesa anche negli spogliatoi dopo il concitatissimo finale che deve registrare la rabbia dei goriziani, beffati quasi sul traguardo dal gol di Giovanni Scapolan (ironia della sorte che pare avercela con i guardalinee viziato da un fuorigioco, secondo la Juventina) proprio quando il pareggio sembrava cosa archiviata. Di qui l’ipotesi ricorso al vaglio dei biancorossi del presidente Marco Kerpan. Ne capiremo di più, senza dubbio, nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Intanto è bene tornare brevemente alla cronaca della partita, pur frastornati da tale confusione. La Juventina ha giocato meglio un primo tempo equilibrato ma senza particolari guizzi da parte della Spal. I goriziani invece sono stati pericolosi dopo sei minuti con Dino Martinovic, e sono andati poi al tiro (non sempre preciso o potente) con Danjel Cerne e Amir Garic, e poi Uros Celcer e ancora Martinovic su punizione. E se nel primo caso il pallone è finito docile tra le braccia di Federico Sfriso, sulla punizione di Martinovic al 37’ il portiere ospite ha compiuto un autentico miracolo. Non ha potuto nulla nemmeno lui, però, sul diagonale dopo sgroppata solitaria insaccato di sinistro al 39’ da Edison Hoti, sugli sviluppi di un’azione che la Spal vedeva viziata da un fallo a centrocampo. Juventina in vantaggio e 1-0 con cui le due squadre sono rientrate negli spogliatoi, perché al 47’ il colpo di testa di Samuele Guizzo sugli sviluppi di calcio d’angolo è stato deviato fuori dai pali. Al primo lampo della ripresa, frittata goriziana e gioia pordenonese: cross apparentemente innocuo dalla sinistra, dormita della difesa biancorossa che fa passare la sfera e finisce tra i piedi di Umberto Miolli, furbo ad anticipare Uros Celcer guadagnandosi il contatto e il rigore. Lui stesso lo insacca per l’1-1. Ecco poi l’infortunio all’assistente e tutto quel che ne è conseguito, con la ripresa del gioco condizionata da un clima a tratti surreale. Riparte meglio la Spal Cordovado, che a un quarto d’ora dalla fine si trova anche in superiorità numerica per l’espulsione (per doppio giallo, e qui altre proteste goriziane) di Danjel Cerne. Al 39’ Celcer salva sulla linea un tentativo di Mattia De Agostini con Gianluca Gregoris fuori dai pali, ma il colpo del ko per la squadra di Sante Bernardo è solo rimandato, perché ad un soffio dal recupero, sugli sviluppi di un batti e ribatti, Giovanni Scapolan che era entrato da un’istante trova la coordinazione per colpire dal limite, e la palla attraversa la folla a centro area prima di bucare Gregoris. Che, indemoniato, corre a chiedere giustizia per un fuorigioco attivo davanti a lui e sulla traiettoria del pallone, senza ottenerlo. Finisce 2-1 per la Spal Cordovado, quindi, anche se la sfida di via del Carso potrebbe avere una coda in altre sedi, e l’ultima parola, più che al campo, potrebbe spettare al giudice sportivo.