di Marco Bisiach

Riproduzione riservata ©

PRO GORIZIA – FIUME VENETO BANNIA 0-2

Gol: st 17’ Di Lazzaro, 48’ Sellan

PRO GORIZIA: Bruno, Gregoric, Duca, Gambino, Piscopo, Vecchio, Kogoi, Bradaschia, Predan, Zigon (st 24’ E. Grion), Franco (st 18’ Sambo). All.: Franti

FIUME VENETO BANNIA: Zanier, Cassie, Bortolussi, Iacono, Di Lazzaro, Zambon, Pizzioli (st 31’ Sclippa), Barattin (st 43’ Imbrea), Sellan, Alberti, Caldarelli (st 30’ Sbaraini). All.: Colletto

Arbitro: Garbo di Monza

Note: ammoniti Vecchio (P), Bortolussi, Alberti, Caldarelli (F).

GORIZIA. Numeri alla mano, il Fiume Veneto Bannia è la squadra più solida del campionato di Eccellenza. Magari non la più bella e spettacolare, non la più forte, ma al momento una delle più difficili da battere. Non c’è allora da sorprendersi troppo nel vedere i neroverdi uscire con le braccia al cielo dal terreno dello stadio “Bearzot” di Gorizia, dove la Pro Gorizia ha giocato ancora una volta falcidiata dalle assenze ed è andata in bianco (letteralmente e non, vista la nuova divisa da gioco) contro i ragazzi di Claudio Colletto, bravi a giocare una gara di sostanza e contenimento, e cinici nel trovare la rete in due delle rare occasioni create. Così la Pro perde ulteriore terreno dalla vetta dopo esservi rimasta incollata (ed aver guardato anche tutti dall’alto della prima piazza) per mesi, mentre il Fiume Veneto Bannia compie un altro passo verso quella salvezza che resta il primo obiettivo, assieme a lanciare giovani interessanti.

Il taccuino della cronaca resta vuoto a lungo, in avvio di partita, perché di vere occasioni non se ne vedono. La Pro Gorizia comanda il gioco e colleziona cross, punizioni dalla trequarti o dalla fascia, lanci in profondità, quasi mai precisi. Dall’altra parte il Fiume Veneto Bannia è attento a non concedere spazi e possibilità ai padroni di casa, ma non si vede dalle parti di Francesco Bruno. Questo almeno fino agli ultimi minuti della prima frazione, che se non altro concedono qualche sussulto. Al 41’ Riccardo Barattin viene pescato bene in profondità, sul filo del fuorigioco e per l’assistente dell’arbitro anche oltre, e così il tiro che finisce in rete lo fa di fatto a gioco fermo. La Pro Gorizia invece costruisce al 43’ l’opportunità più nitida, con una discesa di Nik Kogoi, il cross basso e teso per Luca Predan e l’anticipo provvidenziale della difesa al momento della deviazione vincente.

Nel secondo tempo la Pro Gorizia prova a spingere di più con generosità, scoprendo però un po’ il fianco alle ripartenze pordenonesi. Al 15’ un primo campanello d’allarme, con il tiro di Gabriele Pizzioli respinto da Bruno, e il tap in di Maichol Caldarelli (in fuorigioco) alle stelle da due passi. Subito dopo, invece, il gol alla fine decisivo: è il 17’ quando Davide Di Lazzaro trova il taglio giusto in verticale e si ritrova a tu per tu con Bruno, freddandolo con un preciso piatto destro rasoterra. La Pro Gorizia reagisce e si riversa in avanti, fallendo l’occasione migliore con il giovane Luca Predan, che calcia troppo debolmente davanti ad Andrea Zanier. L’ultima mezz’ora è un assedio biancoazzurro, più orgoglioso che pericoloso, con il Fiume Veneto che però al penultimo minuto di recupero trova anche il modo di mettere il punto esclamativo sul successo: volata vincente in contropiede di Marco Sellan e tocco sull’uscita di Bruno per il 2-0 che non può più cambiare.