di Marco Bisiach
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Una bella partita, una splendida cornice, una straordinaria occasione di solidarietà. È stata tutto questo allo stadio “Bearzot” della Campagnuzza, a Gorizia, la prima edizione della “Partita della Vita”, l’evento benefico promosso dal gruppo isontino dell’Associazione italiana allenatori calcio con la collaborazione del Comune e il sostegno di diversi sponsor, su tutti i main partner Wonder Srls. La sfida – che ha messo di fronte una selezione di allenatori del calcio dilettanti nostrano guidata in panchina da Mauro Musig e una squadra formata da ex calciatori professionisti orchestrata da Luigi Delneri – ha permesso di raccogliere fondi a offerta libera da destinare al sostegno della sezione locale dell’Associazione nazionale donne operate al seno e del gruppo senologico dell’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia. Missione compiuta, grazie alla generosità delle oltre 400 persone che hanno riempito lo stadio e donato alla fine un totale di circa 3 mila euro.
La partita in sé non era certo l’aspetto più rilevante, ma non ha tradito le attese. È stata sfida vera, e si è visto un buon calcio grazie ai piedi educati e all’esperienza dei protagonisti, in grado di sopperire anche ad una forma fisica che non può più essere quella dei tempi d’oro. Le due squadre si sono spartite l’ideale posta in palio con un pareggio per 1-1, griffato dal vantaggio degli allenatori con il mister del Moruzzo Alberto Veneruz e dal sigillo di Predrag Arcaba nella ripresa per gli ex pro. Giocatori che avrebbero potuto anche vincere se l’ex Sampdoria e Bologna Loris Pradella non avesse sbagliato un calcio di rigore, facendoselo parare da Alberto Pin. Non è da questi particolari che si giudica un calciatore, avrebbe osservato Francesco De Gregori, e non sono certo questi particolari a cambiare il senso di una bellissima serata, che ha riproposto sul terreno di gioco anche nomi quali Fabio Baldas (che ha diretto il match assieme a Luigi Medeot e Franco Conzutti), Alessandro Calori, Raffaele Ametrano, Gianfranco Cinello, Leonardo Cortiula, ma pure quel Gigi Sandrin che ha da poco trovato casa proprio alla Pro Gorizia. E alla Pro e al suo presidente Franco Bonanno sono andati i ringraziamenti degli organizzatori per aver concesso la struttura del “Bearzot”, per quella che si è rivelata una grande festa di sport e solidarietà.
Anche di spettacolo, però, visto che ad aprire la serata (durante la quale c’è stato spazio pure per un commosso ricordo di Enzo Cainero, con la presenza del figlio Marco) sono stati diversi momenti di intrattenimento: l’esposizione statica delle Fiat 500 storiche del Club Isonzo, l’esibizione del gruppo folkloristico dei “Danzerini di Lucinico”, le canzoni di Cristina Del Negro. Forti di queste emozioni e di queste soddisfazioni, gli organizzatori stanno già pensando ad un bis, magari ancor più ambizioso e magari in salsa transfrontaliera, da realizzare in futuro in collaborazione con la Slovenia per fare del bene anche con un occhio rivolto alla Capitale europea della Cultura Go! 2025.





































