di Barbara Castellini

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Nella Top10 dei giocatori maggiormente impiegati finora da Kosta Runjaic figura anche Hassane Kamara. Il difensore ivoriano classe ’94 ha collezionato in 29 gare quasi 1.400 minuti, posizionandosi ottavo per minutaggio alle spalle di Jaka Bijol (2.430), Jesper Karlström (2.400), Lorenzo Lucca (1.977), Florian Thauvin (1.972), Sandi Lovric (1.934), Kingsley Ehizibue (1.922) e Maduka Okoye (1.440). Non sempre l’ex Watford è riuscito a fornire l’apporto richiesto, ma il cambio di modulo - con il passaggio alla difesa a 4 - ha influito positivamente sul suo rendimento.

Rispetto al girone di andata, Kamara ha registrato dei progressi importanti, riprendendosi il suo posto nell’undici di partenza dopo essere rimasto in panchina a dicembre nelle sfide con Genoa, Monza e Fiorentina e a gennaio contro la Roma. Sicuramente anche l’innesto di Oumar Solet ha contribuito a elevare i suoi standard, come accaduto a Bijol e Thomas Kristensen. L’esperienza internazionale dell’ex Red Bull Salzburg, infatti, è stato un “booster” per tutto il reparto difensivo.

Ma cosa ci dobbiamo attendere per il finale di stagione? Di sicuro Kamara rientrerà in Friuli con la giusta energia, derivante dalle vittorie conquistate con la Costa d’Avorio alle qualificazioni per i Mondiali del 2026. Dopo aver battuto venerdì il Burundi in trasferta (0-1), gli Elefanti si sono ripetuti lunedì contro il Gambia (1-0) confermandosi in testa al Girone F (CAF) con 16 punti. A quattro giornate dal termine delle qualificazioni la Costa d’Ivorio sogna di tornare a disputare la fase finale della Coppa del mondo, a distanza di 12 anni dall’ultima partecipazione (nella loro storia gli Elefanti si sono qualificati solo in tre occasioni: nel 2006, 2010 e 2014).

La priorità ora, però, è l’Udinese chiamata a cancellare lo sconcertante ko casalingo con l’Hellas Verona (Kamara era assente in quanto squalificato). Domenica i bianconeri faranno visita all’Inter, una sorta di Everest, anzi di “monte Nimba” da scalare. Eppure contro le grandi spesso il team di Runjaic ha sfoderato prestazioni degne di nota. L’importante sarà mantenere alta la concentrazione e continuare a lottare per migliorare la classifica. La salvezza già raggiunta deve diventare un punto di partenza e non di arrivo, per la squadra e per i singoli.

(foto Petrussi)