Di Matteo Femia

Isontina campeon. E usiamo volutamente una terminologia esotica, perché la corazzata condotta in Prima categoria dalla sapiente guida di mister Claudio Baulini è davvero una multinazionale calcistica, splendido esempio di melting pot culturale e sportivo. Non manca la componente sudamericana (l’attaccante Pedro Aciole è di origine brasiliana) ma a pesare maggiormente sotto il profilo numerico in campo sono state la scuola ex jugoslava (la spinta sulla fascia dello sloveno Matic Ferjancic, la solidità difensiva del suo connazionale Tomaz Filej e poi la classe cristallina di quel talento puramente balcanico che risponde al nome di Abdilbaki Zejnuni) e quella d’Africa (Continente del quale sono originari il centrocampista Samba Sarr e il difensore Mohamadou Diew). Oltre, ovviamente, ad uno zoccolo duro locale: dal capitano di mille battaglie Cristian Faggiani, 45 anni e non sentirli affatto, a quel Fulvio Concion autentica bandiera del club, tornato a vestire i colori giallorossoneri proprio ad inizio stagione dopo qualche anno di stop.
E’ merito di tutto il gruppo, e chiediamo venia se non citiamo ad uno ad uno tutti i suoi componenti, se a Buttrio l’Isontina ha potuto festeggiare una promozione conquistata con due turni d’anticipo. Un campionato dominato dall’inizio alla fine, quello della squadra nata una dozzina d’anni fa dalla fusione tra Capriva e San Lorenzo, comunità delle quali l’Isontina è dunque portacolori. La squadra ha saputo mettere in campo valori tecnici elevati, un gioco preciso, individualità eccellenti. Non ha mai tremato di fronte alla responsabilità di mantenere il primato. Tagliandolo a braccia alzate.
E poi c’è la società: una dirigenza coesa e preparata, che ha visto nel direttore generale Luigi Pisani la mente principale dell’exploit di questa stagione. Ma come non citare il presidentissimo Flavio Pillon, che domenica ha vissuto un pomeriggio indimenticabile: non solo la sua Isontina promossa in Prima categoria, ma anche il Torviscosa del figlio Matteo capace di agguantare la serie D. Che festa, in casa Pillon.