Estro, fantasia, velocità al servizio della squadra. Le ali offensive o d’attacco per intenderci. Quelle che partivano larghe, quasi a pestare la linea della rimessa laterale e si accentravano e sapevi che avrebbero sempre inventato qualcosa o si sarebbero resi pericolosi. Giocatori, che se gli lasciavi anche solo uno spazietto, ti avrebbero puntato e se ne sarebbero andati. Uno che univa corsa, velocità di esecuzione coadiuvati da un ottimo controllo palla era Patrick Adami. Se un allenatore ne capiva tutte le sue potenzialità e gli concedeva libertà, sapevi che sarebbe diventato devastante. Quando ti puntava e partiva, non lo prendevi più. Grandi annate soprattutto nella Folgore e nel Fusca. Vince a Cedarchis, quando ne hanno intuito le sue abilità. Un talento puro, fermato da qualche infortunio di troppo. In fascia, su e giù a correre instancabilmente. Si tratta di Enrico Durigon. Uno che di chilometri ne macinava. Un esempio per i ragazzini di adesso. Ancora corre sulla fascia. L’età non conta. Da mostrare e far conoscere come esempio di attaccamento alla maglia e passione infinita. Se parliamo poi di estro e far male in zona gol, non si può non parlare di Alberto Toch. Con i fratelli Emilio e Ivan, erano un trio terribile di quel Paluzza che forse avrebbe meritato qualcosa in più. Palla a lui in fascia e si accentrava e arrivava in area creando il panico. Un esterno offensivo di grande qualità che se ne vedono così pochi in giro. Come di Eugenio Valent. Anni al servizio della Val Del Lago, prima di farsi conoscere e diventare bandiera del Venzone nei regionali. Gli arrivava la palla e sapevi che qualche invenzione ci sarebbe stata. Grandi giocate, sapeva già dove erano posizionati i suoi compagni con quei lanci millimetrici. Sulle punizioni poi, era una sentenza.




















































