L’impegno costante, la loro infinita passione, il prepararsi sempre al meglio. I primi a mettersi in discussione nei periodi negativi, a difendere i propri giocatori. Nel Carnico poi, è ancora più difficile il ruolo dell’allenatore. Sempre criticato, spesso solo. Viene da chiederti: “Ma chi me lo fa fare?”. Quella grande passione per il calcio e per il Carnico. Parto da tre vincenti, che hanno lasciato trofei e bellissimi ricordi nelle loro squadre e che ammiravo da giovane: Stefano De Antoni, Luciano Candoni, Adriano Ortobelli. I primi due hanno reso grande il Cedarchis. De Antoni vince due scudetti anche a Ovaro. Una grande squadra, dove la coesione del gruppo fu la carta vincente. Arriva a Cedarchis e ne vince altri due. Anche qua, comune denominatore, la sapiente gestione di un gruppo. La sua arma vincente era questa. Di Luciano Candoni, conosciuto da tutti come “Petisso”, si può dire che sia un uomo di calcio a 360°. L’anima del Cedarchis. Prima giocatore, poi dirigente e anche allenatore nei momenti difficili. Chiamato in causa in panchina, risponde sempre presente. Le squadre sono sempre dalla sua parte. I suoi discorsi efficaci, si incunea nei cuori dei suoi giocatori, sapendo toccare le corde giuste. Vincendo scudetti inaspettati. Infine Ortobelli. Studia tutto nei minimi particolari. Porta il Paluzza lassù in alto dopo gli anni d’oro di fine anni 60. Poi a Imponzo crea una squadra che non si può dimenticare. Battaglia con Cedarchis e Cavazzo. I giovani Marvin Matiz, Roberto Agonistis, Davide Urban crescono sotto le ali protettive dei più esperti Luca De Giudici, Stefano Vidoni, Vincenzo Radina e creano una grande squadra, dove vincono scudetti e coppe. Senza appunto poi dimenticare Marino Corti e Mario Chiementin vincitori a Cavazzo. Infine un ricordo particolare per Gianni De Sandre e Ervino Passalent. Qualche promozione per i due mister. Non hanno vinto scudetti, ma sicuramente tra chi ha avuto la fortuna di essere allenati da loro, hanno vinto. Come persone e come valori dimostrati in campo e fuori. Persone che al Carnico non possono fare altro che bene.





















































