di Barbara Castellini

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Come era lecito attendersi il match report fornito da Lega Serie A al termine dell'anticipo tra Inter e Udinese evidenzia tutte le difficoltà a cui sono andati incontro i bianconeri. Nell'arco della gara (62 minuti di tempo effettivo), il team di Gabriele Cioffi ha gestito il possesso palla solo per 16 minuti, percorrendo praticamente gli stessi chilometri dei padroni di casa. Un solo tiro in porta, però, prodotto dai friulani, contro le otto occasioni create dagli uomini di Simone Inzaghi di cui la metà trasformate in gol. Un altro dato che fotografa molto bene il match al Giuseppe Meazza è senza dubbio quello che riguarda i palloni giocati in avanti riusciti: 377 per l'Inter, solo 98 per l'Udinese. Il più preciso, in tal senso, tra i bianconeri è stato Martin Payero con 12 (su 42 palloni giocati nel complesso).

Decisamente positivo anche l'apporto fornito da Sandi Lovric nei trentadue minuti in cui è stato impiegato. Il nazionale sloveno è stato l'autore dell'unico tiro in porta bianconero, ha effettuato sette recuperi e ha sbagliato pochissimo (90 per cento di passaggi riusciti). Da sottolineare anche la prova di Thomas Kristensen, entrato a mezzora dalla fine. Il difensore danese è risultato il giocatore dell'Udinese con il più alto indice di verticalità (4.43, nell'Inter il migliore è stato Federico Dimarco con 2.88) e di disponibilità al passaggio, davanti proprio a Lovric. Scende in questa particolare statistica Nehuen Perez, che, al di là degli errori più “evidenti”, non è stato in grado di fare la differenza contro i nerazzurri.

Per quanto riguarda il team di Inzaghi, i numeri premiano Nicolò Barella, che nell'arco della partita è stato tra i più coinvolti: 103 palloni giocati con il 90 per cento di passaggi riusciti - di cui 49 in avanti - e 10 recuperi (nessuno ha fatto meglio).

(foto Petrussi)