Il giorno dopo: ti svegli e ti rendi conto dell’impresa che hai appena compiuto. Oppure ancora non te ne rendi conto. La grande impresa che hai compiuto. Quella che rimarrà impressa nella tua mente per sempre. Perché vincere non è mai facile. Ma quando lo fai, sarà uno dei ricordi più belli che ti porterai dentro sempre. Sarà così per i giocatori del Campagnola che davanti a una cornice di pubblico davvero incredibile (si sono stimate 800 persone presenti) hanno iscritto il loro nome per la quarta volta sulla Coppa Carnia. Una rosa di grande esperienza. La mano di mister Pignata su questa squadra, al primo anno fa centro e si porta a casa la Coppa. Grandi giocatori, senza fare nomi perché sarebbe ingiusto dimenticare qualcuno. Una grande rosa, dirigenza attenta e un presidente con una grande passione trasmessa alla squadra.
Come avete potuto vedere dalla nostra dirette e per la prima volta dalle riprese dall’alto effettuate con un drone, si è vissuto un grande match vibrante, con tante emozioni. Un match virtualmente chiuso, ma poi riaperto fino all’assalto finale dopo ben 11 minuti di recupero concessi nella ripresa. Sotto il sole, ma non importa. Siamo gente carnica e un po’ di sole non ha spaventato nessuno. Battaglia vera doveva essere e battaglia vera è stata. Campagnola e Real hanno dato vita a un bellissimo match. Qualche giocatore si è distinto particolarmente, altri attesi hanno un po’ deluso. Ma questo fa parte del gioco. Pronti via e il Campagnola con la tanta esperienza approccia meglio e in uno dei primi affondi trova il gol con Gregorutti che da rapace d’area è il più lesto a ribadire in rete dopo il tiro di Polonia che colpisce il palo. Il Real accusa il colpo ma poi prova a reagire e la reazione porta alla traversa di Mazzolini. Poi Marin ha una grande occasione ma non riesce a centrare la porta. Il Campagnola si difende bene ma in attacco poi non riesce ad essere concreto. Si va dunque al riposo sull’ 1-0 per i gemonesi. Nella ripresa ancora Real che da subito prova a mettere paura agli avversari ma ancora poco preciso, come il bel diagonale di Cecconi che sfiora il palo o ancora Marin. Il Campagnola si affida ai lanci lunghi o a Barone che prova a illuminare lì in mezzo. Il Real sembra poter giungere al pari da un momento all’altro ma proprio in quel momento solo un grande giocatore di esperienza come Gregorutti si inventa un grande gol. Filtrante di Garlatti, Gregorutti si trova defilato sulla destra, si aggiusta la palla con il sinistro e lascia partire un tiro potente che si stampa sotto la traversa e termina in rete no lasciando scampo a Di Giusto. Da quel momento il Real tenta il tutto per tutto, entrano Agostinis e Reputin a dare l’assalto finale. Ma è Paolucci che viene pescato in area, anticipa l’intervento del portiere con un delizioso pallonetto ma è pescato in posizione di offside. Nel ribaltamento dell’azione Reputin tenta il tiro ma colpisce male il pallone. Per sua fortuna palla che termina sui piedi di Cecconi che dimezza lo svantaggio e dà speranza al Real. Assalto finale che però non porta i frutti sperati, con anche un possibile rigore non concesso quando Liberale in uscita frana sull’attaccante. Finisce così. Qualche pecca nell’arbitraggio ma gara veramente piacevole.
Alla fine bella scena quando il capitano Copetti, cede la fascia a Paolucci, giocatore simbolo dei gemonesi ed è lui ad alzare questo trofeo, il 4 nella storia del Campagnola e il cielo diventa ancora più blu con Gemona in festa. Ma onore vero anche agli avversari. Il Real di mister Marini da applausi. Ha giocato una buona gara la sua squadra, tanta grinta e il bel gioco che lo contraddistingue da sempre. Forse è mancato ciò che c’è stato nel Campagnola, il cinismo, il far male quando vuole. Ma applausi convinti per il cammino di coppa, sottolineato anche da parte di tutta la tifoseria. Applausi per quello che negli anni sta facendo Marini. Identità, gruppo, bel gioco. Darà i suoi frutti. Prima c’erano Mori, Agostinis i senatori, una vita nel Real con qualche esperienza altrove nel mezzo. Poi Nassimbeni, Scarsini, D’Aronco, Bertolini, Mazzolini, Cecconi e gli altri. Fino agli ultimi più recenti: Nicolò Candoni, Marin. Senza dimenticare tutti gli altri che negli anni si sono aggregati a questa rosa. Faranno parlare ancora di loro. E poi un grande e sincero plauso al Cedarchis per l’organizzazione impeccabile di chioschi e della logistica. Tante persone tra dirigenti e tifosi della squadra giallorossa che si sono messi a disposizione per questo evento. Complimenti alla Delegazione di Tolmezzo, a tutte le persone che sono nel cerchio del Carnico. Altro grande evento realizzato alla grande. Una 48esima edizione che va dunque negli almanacchi e che resterà nella memoria delle persone. Un punto fermo del nostro amato Carnico per un futuro ancora più roseo.

Ab


















































