Parte da oggi una nuova avventura per farsì che un’altra stagione entusiasmante del Carnico non vada in archivio così. Daremo vita a una sorta di romanzo di questa stagione. Ogni capitolo avrà un protagonista e entreremo simbolicamente nella sua testa e racconterà la stagione della sua squadra, con l’andamento e i momenti chiave di questa stagione. Non ce ne vogliano i personaggi scelti, seguiremo fedelmente l’andamento della stagione delle squadre. Buona lettura a tutti.

CAPITOLO 1 - MAICOL E IL CAVAZZO

Avevo una grande voglia di rivalsa. Da uno come me che vuole sempre vincere, dopo una stagione senza titoli, la mia testa era già pronta e carica. Dal primo allenamento sentivo le gambe correre come non mai. La testa mi ha dato le risposte che cercavo. L’inverno mi aveva procurato qualche dubbio di troppo, d’altronde una stagione senza titoli è deludente per una squadra come la nostra. Sono arrivati giocatori importanti, da Ciriaco a Ferataj, da Gherbezza a Nassivera, Bego, Cragnolini. Subito vedevo negli occhi dei compagni la voglia di vincere, il nostro Dna. Buona la partenza in coppa ma in campionato siamo ancora un po’ bloccati, arrivano un pareggio con la Viola e una sconfitta con il Villa. Il dato più preoccupante è lo “0” nella casella dei gol fatti. Non gira nulla, si crea tanto ma non si segna. Poi arriva la sconfitta sonante in casa contro il Cedarchis in Coppa. No non si può andare avanti così. Ci guardiamo in faccia e bisogna cambiare rotta. Assolutamente. Davanti corrono le nostre antagoniste. La partita di coppa contro l’Ampezzo è il primo dei momenti chiave della nostra stagione. Da quel momento si sbloccano anche i bomber Micelli – Ferataj e cominciamo a macinare gioco e soprattutto i gol. Sette vittorie di fila, di cui 4 senza subire gol. In coppa superiamo il Real e poi nella semifinale pareggiamo a Gemona contro il Campagnola con tanti rammarichi per le occasioni sprecate soprattutto nel finale. La sconfitta contro la Pontebbana fa riaffiorare un po’ i fantasmi della scorsa stagione. E’ un testa a testa con la Folgore e attenzione perché anche il Cedarchis si sta rifacendo sotto. Sorpassi e controsorpassi in classifica. Ci prendiamo anche la finale di coppa contro il lanciato “Ceda”. E proprio con loro, prima il pari in campionato e poi la sconfitta in finale di coppa. Che fa male, tanto male. Un po’ di polemiche ma che ci danno la carica per il finale di stagione. Tutte le energie per questo finale di campionato. Dietro non mollano. Si arriva allo scontro decisivo con la Folgore risolto da Zanon in testa in una gara molto sentita e con toni agonistici alti. Siamo noi davanti. Ma dietro non mollano. Il pari con il Lauco ci rimette un po’ di ansia ma la vittoria a Pontebba ci mette in una posizione di relativa tranquillità. Arriva così l’ultima di campionato contro l’Illegiana che si deve salvare. Non dobbiamo regalare nulla. Si parte in discesa e nella ripresa quando mi arriva quel pallone sul sinistro al volo non ci penso due volte. Scarico un tiro con tutta la rabbia che ho dentro. Lo voglio quello scudetto. La palla scuote la rete e da lì la festa può partire. Al triplice fischio alzo lo sguardo al cielo  e si questa volta ce l’abbiamo fatta e si può festeggiare. Per noi e il Cavazzo.

La coppa alzata in occasione dello scudetto conquistato
Dopo un' intervista con il nostro Renato