CAPITOLO 3: ALESSANDRO E IL CEDARCHIS
Squadra rinforzata, tanti giovani interessanti, in porta una sicurezza e siamo pronti. La voglia di riscatto è immensa. La seconda parte della scorsa stagione non era andata secondo le nostre aspettative e quindi da parte di tutti c’era solo una grande voglia di tornare protagonisti. Perché noi siamo il Cedarchis e per una società gloriosa come la nostra c’è altro da aspettarsi. Tornare ai fasti di una volta. L’inizio è promettente sia nelle prime partite di coppa che in campionato. Arriva però quasi subito la prima “doccia fredda” della stagione. Il mister Vincenzo Radina saluta dopo la partita di coppa contro il Cavazzo e rimaniamo suoi orfani. Arriva Cristian Gobbi ma con squadra e società il feeling non scatta. Non riusciamo ad adattarci e arrivano tre sconfitte in campionato, intervallate dalla vittoria di coppa contro la Val Del Lago. Troppo poco per una squadra dalle nostre potenzialità. Ennesimo cambio. In panchina si siede il “guru”, Luciano Candoni, detto “Petisso”. Lui che ha la cedarchinità dentro il cuore. Lavora sulla testa e arriva una serie di sedici risultati utili consecutivi in campionato con un Pasta in più nel motore, scalando la classifica e mettendo pressione a Folgore e Cavazzo con cui conquistiamo ben 4 punti. Intanto il cammino di coppa ci regala serate magiche come il doppio confronto contro la Folgore che ci apre le porta della finalissima, contro il Cavazzo. Quel 16 agosto, nella bufera di Rigolato otteniamo forse la vittoria più importante della stagione. E alla fine quella coppa la alziamo noi e sento tutta l’adrenalina in quel momento. Siamo campioni. Quella coppa che torna a casa. Questa finale ci dà ancora più carica per la parte finale di campionato dove si continua a vincere e la vetta è lì, sempre a portata di mano. A due giornate dalla fine quella partita stregata a Illegio, visti gli altri risultati ci poteva regalare il primato. Sprechiamo la grande occasione e quel palo di Tomat nel finale ci taglia le gambe e dobbiamo salutare il sogno scudetto, come poi accadrà. Infine ci regaliamo anche la Coppa delle Coppe e da qua si ripartirà. Con la consapevolezza del nostro valore e della nostra forza.



















































